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Scelta perdente unire il diavolo e l’acqua santa

di Gino Di Tizio

La politica oggi?

Abbattuti gli steccati ideologici, che comunque davano una identità forte ai partiti, si è ridotta a costanti tentativi di unire il diavolo all’acqua santa pur di guadagnare il potere o fette di esso.

E’ la considerazione che mi è venuta da fare dopo aver partecipato ad una conferenza stampa indetta da Abruzzo Popolare per comunicare l’appoggio unanime  degli associati (con una sola eccezione per Renzi) a Pierluigi Bersani per le primarie del Pd.

Conferenza tenuta dal presidente di Abruzzo Popolare Tommaso Coletti, ex senatore, ex presidente della Provincia di Chieti e politico di lungo corso prima nella Dc, poi nella Margherita e infine nel Pd.

Coletti, dopo aver sostenuto che Bersani è l’uomo giusto per il Paese, ha messo in risalto un preciso e non equivocabile punto: “nel costituire le alleanze ed il programma -ha detto, ed è riportato nel documento presentato a Bersani nella recente visita a Pescara- ci sono punti importanti come la famiglia e il rispetto dei principi su cui si fonda il matrimonio, valori che non possono essere disattesi”.

Ora Tommaso Coletti e gli altri esponenti di Abruzzo Popolare sanno benissimo come stanno le cose rispetto alle possibili alleanza, visto che nelle primarie, a fianco di Bersani, tra gli altri c’è Nichi Vendola che vuol portare lo schieramento in tutt’altra direzione, con il riconoscimento delle coppie di fatto ed anche con la possibilità di unire in matrimonio persone dello stesso sesso.

Come intendere allora l’apertura di credito fatta nei confronti di Bersani?

Condizionata da quei punti definiti “valori che non possono essere disattesi”?

Vale a dire che se nel programma dell’alleanza quel rispetto dei principi viene a mancare, Abruzzo Popolare prenderà le distanze?

Non sono domande da poco, come non lo sono quelle che si possono fare sull’altro fronte, per ottenere chiarezza sul concetto di Patria e per capire  tra visioni liberiste e nazionaliste qual è quella che lo schieramento di centro destra ritiene giuste e perseguibili.

Insomma si va avanti con una bussola impazzita, dove la direzione viene imposta da interessi che non appaiono quelli di un paese da tutelare nella sua interezza.

L’unico collante è e resta il potere per tenere insieme le varie forze politiche.

Ma così, come le esperienze anche recenti ci insegnano, non si fa molta strada, ed il rischio di finire in qualche scarpata è più che concreto.

Allora per i partiti, tutti, è il momento di capire in fretta, per evitare devastanti sorprese al prossimo confronto elettorale, che la gente è stanca e disgustata da promesse non confortate dai fatti, da una politica che è tutto e il contrario di tutto, senza più riferimenti ideali, affidata a leader sempre meno credibili e soprattutto senza una linea chiara sulla quale procedere.

Devono allora capire e cambiare metodi ed atteggiamenti, prima che diventi davvero troppo tardi.

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