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Spesso di certe opinioni ne potremmo fare a meno!

di Tullio Parlante      

Chi sono questi "grandi" presunti politologi che continuano - con le loro miserevole sparate - a dar fiato allo strumento (inteso come bocca) della comunicazione inneggiando, per esempio, al primo ministro Conte di essere diventato argine contro il peggio.

Il peggio di che cosa? Dell'arrivo di un'ondata di barbari che inneggiano alla scomparsa dei diritti civili e altro?

Non ci crede neanche il peggior pessimista politico che ha vissuto varie stagioni all'interno di questa nostra amata penisola.

Tuttavia, il continuare a fare delle illazioni contro un modello di politica che non piace, non aiuta certamente l'attuale modello di democrazia che all'orizzonte ha la non demonizzazione degli avversari.

Un colore politico, quindi con le proprie idee di Paese, può piacere e non piacere, ma, da qui e continuare a inveire negativamente verso colui (chiaramente il riferimento è a Matteo Salvini) che pare sia la negatività assoluta, non esalta l'intelligenza e la cultura democratica del politologo di turno.

Avere la possibilità di ascolto, da parte di una grande platea televisiva, non significa poter inanellare una aberrante sommatoria di vocali e consonanti distorte contro un soggetto politico che rappresenta un modello di società diversa da chi della propria "cultura" spesso ne fa un vanto.

Questi pseudo opinionisti del giorno dopo, con la convinzione di avere la verità del verbo del sapere in tasca, acculturati nella continua analisi di paragone di momenti storici che non potranno tornare, altro non fanno che evidenziare la loro propensione verso un modello di arroganza soggettiva che evidenzia il loro modo di non riuscire a fare un'analisi politica e concreta del momento.

Anche perché, essendo forte in ognuno di noi una parte propensa all'arroganza soggettiva, non si riesce a distinguere una linea di demarcazione, considerando che nella maggior parte dei casi questi politologi appartengono tutti a uno stesso nucleo familiare.

D'altronde, quando viene detto - e spesso ripetuto - che bisogna avere una visione di idea del futuro, coloro i quali lo dicono, è perché non hanno loro una idea di futuro. 

Tuttavia, quando si continua a blaterare sulla distruzione dell'avversario politico, significa non avere nessun tipo di soluzione alternativa a ciò che viene detto e strumentalizzato all'interno delle varie tesi portate avanti da questi grandi politologi del momento.

Che piaccia o meno, chiunque ha una sua possibile idea sul domani.

Basta soltanto ascoltare e - magari - evidenziare la non corrispondenza della propria idea con controproposte valide e alternative.

tutti pazzi per la Civita

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