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Il rispetto religioso, senza se e senza ma!

di Tullio Parlante

Ci risiamo.  In prossimità delle feste natalizie, ecco che si ripresenta - sull’uscio della tradizione natalizia - la caparbietà di alcuni presidi scolastici che, pur di non far allestire il presepe si inventano cose assurde, come la mancanza di fondi smentita da rappresentanti della Lega i quali hanno ricordato che lo stanziamento per questi eventi, pari a euro cinquantamila, è stato (parliamo della Regione Veneta) già messo a bilancio per la realizzazione dei presepi.

Spesso vengono additati come responsabili di questo tracollo di valori cristiani personaggi di altre culture che, con l'aiuto di una vecchia politica, cercavano in tutti i modi di abbattere il nostro modello religioso a favore di una pseudo integrazione di fede. 

Rimodellando la narrazione cristiana, non possiamo non tenere in considerazione che i fautori di questi scippi religiosi - inteso come modello di creazione artistica nel rappresentare la natività - li abbiamo in casa.

Italiani che dovrebbero insegnare il rispetto della propria cultura, non cercare di favorire un valore astratto di una falsa convivenza nel cercare in tutti i modi di non avere nessun tipo di problema.

I nostri duemila anni di storia non possono essere messi in discussione da personaggi che - pur pensandola diversamente - crea un alone di dubbio all'interno del nostro essere cristiani, capovolgendo le reali radici di una Fede cattolica che ci dovrà accompagnare fin quando non saremo in grado singolarmente di decidere su che cosa basare il nostro credo. 

Il compito di chi è delegato a formare - scolasticamente - le nuove generazioni, deve essere distante dal proprio credo personale.

Al contrario. Devono solo cercare di fare il loro mestiere - perché per questo sono pagati - che è quello di mantenere vive le tradizioni che fanno parte integrante del concetto dei nostri simboli cristiani.

Non sono tenuti a prendere decisioni in merito al loro orientamento politico che potrebbe causare un logoramento psicologico all'indirizzo di bambini condannati a non rispettare tradizioni culturali ben sigillati all'interno del nostro DNA.

Utilizzare il divieto della nostra identità cristiana, rappresentata da simboli, storia e tradizioni, incide negativamente su quello che dovrebbe essere una libera e responsabile prosecuzione di un cammino all'interno del quale non si può far finta di nulla sapendo che l'imposizione di qualche dirigente scolastico non ha permesso che una semplice raffigurazione artistica non ci facesse staccare da quel mondo meraviglioso che è la festa del Natale.

Vedi anche: I simboli di Natale non sono un'offesa all'Islam

tutti pazzi per la Civita