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Le partite del Pescara e del Lancino

di Rocco Neri

Il Pescara pareggia contro La Spezia

La gara è equilibrata, ma non decolla: entrambe le compagini si studiano e sono propositive solo in alcuni frangenti.

Nel secondo tempo l'avvio dei biancoazzurri è scoppiettante: dopo cinquanta secondi Fornasier  deposita il pallone in rete, a porta sguarnita,

dopo un colpo di testa di Mandragora respinto da un reattivo Chichizola.

Il delfino è incontenibile e dopo aver impensierito il portiere avversario in altre occasioni, raddoppia al 63' con una conclusione fulminante del solito Lapadula, dopo un dai e vai con Verre.

I bianconeri reagiscono prontamente con Catellani che lascia partire un tiro su cui Fiorillo si trova impreparato.

Lapadula è scatenato e colpisce un palo clamoroso.

La beffa, però, è dietro l'angolo e al 90' Terzi trasforma brillantemente un rigore guadagnato da Catellani.

Oddo è nervoso e viene espulso. Al triplice fischio c'è rabbia per aver buttato al vento tre punti.

Il Pescara, a tratti travolgente e brillante, è stato comunque ingenuo.

La difesa abruzzese, disattenta e poco solida, commette errori gravi che compromettono il risultato. Fiorillo, non in giornata, non ha mostrato la consueta sicurezza tra i pali. La squadra di Oddo non è ancora matura: troppo nervosismo e titubanza.

L'unica nota positiva arriva da Lapadula, capocannoniere del torneo,

sempre più entusiasmante grazie alle sue giocate e alla sua classe.

Un vero peccato aver depauperato il doppio vantaggio.

Un punto che serve a ben poco per un delfino che insegue posizioni più ambite.

Il Lanciano viene travolto 4-1 dal Novara tra le polemiche.

I rossoneri partono col piglio giusto creando molte apprensioni alla retroguardia avversaria.

Padovan spaventa i piemontesi colpendo una clamorosa traversa al termine di un'azione ben congeniata.

La formazione dell'ex Baroni è sotto pressione e rimane subito in dieci per una reazione esagerata del capitano Gonzalez  su Bacinovic.

I frentani si spingono in avanti, ma non riescono a finalizzare.

A fine primo tempo anche Bacinovic viene espulso, tra le recriminazioni degli ospiti, per somma di ammonizioni.

La parità numerica viene così ristabilita.

Nella ripresa i padroni di casa passano in vantaggio: al 52' Rodriguez dribbla Casadei e insacca a porta libera. L'undici di D'Aversa ha subito un cenno di reazione e al 64' Padovan ribadisce in gol dopo un tiro smorzato da Marilungo.

I piemontesi, però, non si perdono d'animo e nel giro di due minuti segnano due volte: prima Faragò, da vero attaccante, firma il sorpasso con un tapin al termine di una grande respinta di Casadei; dopo è Galabinov a chiudere i conti con un rasoterra chirurgico. L' uno-due  stende una Virtus, demoralizzata, che subisce il poker con un contropiede concluso alla perfezione da Corazza.

Il Lanciano, convincente nella prima frazione e disastroso nella seconda, continua a perdere fuori casa.

L'arbitraggio ha lasciato a desiderare, ma non è un alibi.

L'undici di D'Aversa è quasi sempre poco concreto ed il reparto arretrato è il vero punto debole di una formazione che non sembra possedere i giusti mezzi per contrastare le compagini avversarie. In campo non c'è fraseggio e le idee scarseggiano.  La sconfitta getta i frentani in una crisi profonda.