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“In toto semper ut orbe canar”

di Francesco Rapino

Ovidio: il poeta, l’arte, la tradizione”.

Dal 14 al 16 dicembre a Chieti studiosi provenienti da prestigiosi atenei e dalla Sorbonne di Parigi per il bimillenario della morte di Ovidio.

Studiosi provenienti da prestigiosi atenei italiani e dalla Sorbonne di Parigi a Chieti per celebrare, nel bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone, l’attualità del poeta di Sulmona al quale verrà dedicato un convegno internazionale di studi che si svolgerà dal 14 al 16 dicembre 2017 dal titolo “In toto semper ut orbe canar – Ovidio: il poeta, l’arte, la tradizione”.

L’iniziativa vede coinvolti, oltre all’Università d’Annunzio, il Comune di Chieti, il Teatro Marrucino, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo, il Museo Barbella, il Liceo Classico “G.B. Vico”.

“Mi piace sottolineare la collaborazione tra l’Università ed i vari Enti presenti sul territorio – ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Chieti, Antonio Viola – peraltro c’è un tavolo alla Prefettura di Chieti voluto fortemente dal prefetto e dell’amministrazione comunale proprio teso al coinvolgimento di tutte le istituzioni presenti sul territorio. questa iniziativa si pone proprio in questo filone, questa manifestazione internazionale vede la partecipazione dell’Università in primis, ringrazio i professori Catenacci e Domenicucci per essere statii promotori di questo evento che porta lustro alla città di Chieti.

C’è la partecipazione dell’Università, dell’amministrazione comunale, del Teatro Marrucino, del Museo Barbella, della Soprintendenza delle Belle Arti, questo significa fare squadra ed avere un’idea comune di sviluppo della città. Questo è molto importante, ci stiamo lavorando e continueremo a lavorare in questo senso.

Ovidio è uno dei personaggi più grandi che la nostra regione ha avuto, mi hanno colpito alcune considerazioni su Ovidio fatte dalla parte politica: innanzitutto l’indifferenza di quest’uomo nei confronti della politica stessa, pur essendo un uomo che veniva da una famiglia facoltosa di Sulmona, una famiglia equestre, a 12 è andato a Roma per iniziare gli studi ed ha avuto dei grandi maestri, ha avuto una parte pubblica ma la potremmo quasi definire minore, poteva tranquillamente fare il senatore, ma non l’ha mai fatto, ha preferito sempre mantenere un profilo pubblico basso e dedicarsi anima e cuore alla letteratura.

Altra cosa che mi ha colpito, in una Roma che iniziava ad avere cedimenti dal punto di vista morale, il suo essere un uomo estremamente onesto.

La terza cosa è che mi ha fatto pensare alla nostra giovinezza, ai giovani di oggi e di come la storia si ripete nel tempo, questa sua avversione alla tradizione degli antenati, lui era votato alla modernità, per le cose nuove e questo mi ha fatto pensare ai nostri giovani ed ecco perché Ovidio diventa estremamente attuale”.

Il programma delle manifestazioni si pone l’obiettivo di evidenziare l’influenza della poesia di Ovidio nel corso dei secoli. Il convegno darà, inoltre, spazio ad un approccio multidisciplinare sulle tematiche ovidiane con eventi nell’ambito di musica, teatro e arti figurative.

I lavori si apriranno giovedì 14 dicembre alle ore 15.00 presso l’auditorium del Campus Universitario dove, al termine degli interventi, alle ore 19.00 si terrà un concerto del gruppo Fairy Consort che eseguirà musiche rinascimentali ispirate alle opere di Ovidio.

Venerdì 15 dicembre, alle ore 9.30, il convegno si sposterà al Museo di Scienze Biomediche. Alle ore 15.00, presso il Museo Barbella, verrà inaugurata la mostra “Ut ameris, amabilis esto.

Ovidio e l’arte della seduzione” curata dagli studenti del Liceo Classico G.B. Vico.

I partecipanti al convegno potranno, inoltre ammirare la collezione di antiche ceramiche della collezione Paparella Treccia ispirate alle opere di Ovidio. Alle ore 16.00, le sessioni proseguiranno presso il Teatro Marrucino.  dove, alle ore 21.00, si terrà lo spettacolo teatrale “Tempeste.

L’olivo, il vino, le pietre: trilogia della rinascita dalle Metamorfosi di Ovidio” scritto e narrato da Sista Bramini. Sabato 16 dicembre, i partecipanti al convegno  potranno usufruire di una visita guidata presso i Tempietti Romani.

“Queste giornate si collocano all’interno di un anno importante che è bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone – ha rimarcato il direttore del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali, Carmine Catenacci – tutti sanno che è nativo di Sulmona ed è una delle glorie poetiche e letterarie abruzzesi.

Si tratta di un evento per cui noi del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali abbiamo lavorato da tempo ed è un evento che evento che incarna molto bene lo spirito del nostro Dipartimento.

Penso che sia un convegno che racchiuda in se studiosi di alto livello, di ricerca avanzata, al tempo stesso è un progetto che coinvolge le scuole, i nostri studenti universitari e si allarga al territorio coinvolgendo istituzioni culturali e pubbliche del nostro territorio.

Questo è un convegno internale e noi del Dipartimento abbiamo una serie di convenzioni internazionali con Università europee ed extraeuropee e partecipano anche queste nei progetti culturali e tra questi c’è il convegno dedicato ad Ovidio.

La grandezza dei classici è proprio l’inattualità nel senso che noi di attualità noi ne abbiamo tanta, loro ci inducono a guardare la nostra realtà e la nostra contemporaneità da un altro punto di vista, da un’altra prospettiva, sono sempre narrati i sentimenti umani che sono quelli dell’amore, della difficoltà di vivere il rapporto con gli altri, mai classici ci inducono a vivere da un altro lato queste realtà, è come se si guardasse il quadro di un antenato, non si potrebbe essere gli stessi senza quelle persone, ma allo stesso momento si è diversi ed è così il rapporto con i classici, è u rapporto di tradizione ed innovazione, continuità e discontinuità e forse le differenze sono più interessanti degli elementi di discontinuità”.

“Nel concepire il programma di questo convegno abbiamo puntato ad evidenziare l’influenza della poesia di Ovidio nel corso dei secoli – ha spiegato il professore ordinario di Letteratura Latina dell’Università D’Annunzio, Patrizio Domenicucci - collegandola alla cultura occidentale e non soltanto in ambito letterario.

Si è scelto in tal modo di individuare nel contenuto delle relazioni dei temi che non si muovano soltanto nell’ambito letterario.

Così, accanto alle relazioni che esamineranno gli aspetti esegetici dell’operato ovidiano, trovano spazio interventi incentrati sulla ricezione dei versi del poeta in epoche successive. Poi si è dato anche spazio ad un approccio multidisciplinare delle tematiche ovidiane, a delle relazioni di ambito antropologico e archeologico.

C’è poi un altro aspetto determinante dell’influenza di Ovidio al di fuori dell’aspetto letterario, a questo proposito sono stati organizzati degli eventi che si muovono nel campo della musica, del teatro e delle arti figurative.

La prima giornata si concluderà infatti con un concerto di un gruppo musicale con delle musiche rinascimentali ispirate ai versi di Ovidio. La sera del 15 invece di sarà uno spettacolo teatrale che avrà luogo presso il Teatro Marrucino, che ringrazio per la disponibilità.

Per quanto riguarda le arti figurative ci saranno due visite guidate, una al Museo Barbella di Chieti ed un’altra al Museo Paparella Treccia di Pescara, Musei dove sono conservate delle ceramiche antiche ispirate da opere di Ovidio. Poi ci sarà un’iniziativa con i ragazzi del Liceo Classico di Chieti che hanno allestito una mostra al Museo Barbella”.

Curiosità: A Chieti le targhe stradali per segnalare "Via Ovidio" riportano la scritta "Via P.O.Nasone"

tutti pazzi per la Civita

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