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Il tempo dei ricordi sentimentali

di Tullio Parlante  

Siamo nel terzo millennio di un genere musicale distante anni luce da chi mezzo secolo fa ha vissuto i mitici anni settanta.

I Pooh, i Nomadi, i Dik Dik ecc....hanno segnato un'epoca intramontabile nel panorama musicale di quegli anni.

Riascoltare le colonne sonore di questi miti della musica leggera, che ci hanno accompagnato nel corso della nostra giovane esistenza facendoci vivere momenti indimenticabili così come la poesia delle loro canzoni, si è colti da emozioni tali da farci ringraziare Iddio per averci permesso di vivere la parte più bella della nostra vita.

Emozioni impossibili da rivivere.

Canzoni vecchie di oltre quarant'anni che mantengono la freschezza di una giovane fanciulla che si affaccia alla vita.  

Quanti ricordi fluttuano al contatto diretto d'ascolto di queste magiche melodie musicali, avvolti in un atmosfera che non tornerà più.

Vorremmo poter tornare indietro, invece di soffocare in questo deserto esistenziale dove l'amore e i sentimenti sono estinti, ma sappiamo che il passato non torna, per cui, non possiamo altro che fare che vivere nel ricordo di ogni loro nota musicale che ci avvolge in un brivido di passione.  

Quanti rimpianti cavalcano i nostri attuali sentimenti legati a un momento storico di un'esistenza che con il passar degli anni ha perso la grandezza e il valore assoluto di parole memore del nostro essere sentimentali.

Quel paradiso di musica leggera, deve nelle parole e all'interno delle stese si viveva quel grande sentimento di stima rispetto e amore, che per un ventennio ci ha fatto sentire parte integrante del concetto di vera solidarietà umana, si è persa nei meandri del nulla nell'ascolto dell'attuale genere musicale che richiama gli albori di un'epoca in cui si trasmettevano i segnali con i tam-tam.

Certo qualcuno dirà: ma oggi - con l'evoluzione della musica - questo è il genere che la maggioranza apprezza. Bene.

Questa è la dimostrazione pratica che, chi come lo scrivente ha vissuto quell'epoca, non riusciremo mai a ringraziare mai quel modello di società musicale che ci ha fatto vivere la parte più bella della nostra presenza su questo meraviglioso pianeta che stiamo rovinando anche con le note musicali.

tutti pazzi per la Civita