Stampa
Visite: 253

Roberto Di GiampaoloDall’impressionismo all’informale

di Elisabetta Mancinelli

Sabato 4 marzo, alle ore 17.30, presso la Galleria Serafini Fabrizio, in Corso Umberto I° n. 43 di Montesilvano, sarà inaugurata la Mostra d’Arte personale di Roberto Di Giampaolo.

L’artista è molto conosciuto in ambito regionale sia per la sua trentennale ricerca pittorica, ma anche per l’impegno dedicato, dal 2013 all’Associazione Culturale Artisti Abruzzesi “Lejo” della quale è Presidente.

La mostra sarà presentata dal Prof. Bruno Paglialonga, artista e storico d’Arte, che illustrerà le dinamiche, che da sempre hanno caratterizzato il percorso pittorico di Di Giampaolo.

La mostra resterà aperta fino al 18 marzo negli orari di apertura della galleria.

Roberto Di Giampaolo vive ed opera a Silvi Marina.

La sua pittura, da una iniziale rivisitazione dell’impressionismo, evolve verso l’informale.

I soggetti rappresentati, infatti, diventano sempre più il pretesto per trasferire sulla tela sensazioni e stati d’animo, che lo portano a realizzare opere di grande immediatezza e dai suggestivi cromatismi.

Ha partecipato ad importanti concorsi Nazionali ricevendo lusinghieri riconoscimenti a numerose Rassegne Internazionali, tra le quali   recenti edizioni della prestigiosa rassegna Internazionale d’Arte “Premio Sulmona” (2013-2015-2016) e “Premio Paci 2015”.

Ha realizzato diverse mostre personali in importanti sedi espositive, le più recenti ad Urbino presso la Galleria Barocci – Collegio Raffaello (2014) e presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare nel 2015. Moltissime le collettive a cui ha partecipato in tutta Italia.

E’ stato recensito su quotidiani locali e nazionali di grande rilevanza. Inserito in cataloghi nazionali quali Boè, EuroArte e Sartori.

Le sue opere sono presenti in musei, gallerie d’arte e numerose collezioni private in Italia ed all’estero. Alcuni suoi quadri sono pubblicati su copertine di testi di narrativa e poesie della casa editrice Tracce.

Di lui hanno parlato importanti critici, storici d’arte e giornalisti, tra i quali ricordiamo: Leo e Chiara Strozzieri, Roberto Franco, Massimo Pasqualone, Lucia Basile, Beppe Palomba, Roberta D’Intinosante, Paolo Martocchia, Rolando D’Alonzo, Valeria Fatato, Gioia Cativa, Rossano Di Palma, M. Luisa De Sanctis, Bruno Paglialonga.

Tra astratto e informale

I momenti creativi dell’artista Roberto di Giampaolo, manifestati da oltre un trentennio, sono stati copiosi, come tuttora, scanditi e talvolta simultanei; ricchi e vari rispetto agli approcci con le tecniche pittoriche e nei risultati estetici.

Quale confortevole riferimento, la realtà esterna, avvicinata quasi con panismo, ma colta vivificata ed illuminata dalla lezione impressionista (appresa de visu, nel museo parigino d’Orsey) gli è stata ispiratrice di apprezzabili dipinti mimetici.

Suggestione del dato naturalistico, trasposizione, questa da cui progressivamente egli è andato affrancandosi, desideroso di conseguire la resa figurativa personalizzata, intrisa di caratterizzazioni, nonché di tentare opportune interpretazioni inedite e innovative.

Valga citare, per esemplificare, opere quali: Tra le mura dell’anima (1997), Dolce malinconia (2002), Visioni (2004), per intendere empaticamente l’andirivieni degli stati d’animo, dei sentimenti, tra candore adolescenziale ed ardore, da cui è mosso allorché concretizza un vago o errante o premeditato pensiero dandogli la forma acconcia, la materia eloquente sovente grumosa e spatolata, l’efficace sostanza cromatica veicolata dal tradizionale olio o dal moderno e più congeniale acrilico.

Ha accompagnato, specialmente durante il recente ventennio, la maturazione della sua visione dell’Arte una disciplina costruttivistica, tale da favorire il dinamismo interno al quadro, la liberazione della forma dalla oggettività riconoscibile, la ricerca tout-court.

È la visione astratta, che ha preso dimora nella mente e nel cuore di Roberto Di Giampaolo. Mediante tal linguaggio egli conduce il proprio racconto artistico, coagula in opere dipinte la commozione che lo agita. Caos (2007), Groviglio (2008),

Quasi fluttuando (2008), sono i titoli di alcuni esisti da cui si evince come il nostro pittore abruzzese, senza mortificare la libertà espressiva, aderisca consapevolmente o no all’espressione aniconica ma strutturata.

Il gesto, il segno, la materia, ingredienti indispensabili al suo procedere, appartengono alla sintassi astratta. L’informale, che Di Giampaolo in qualche caso sfiora o coinvolge, è amorfo, cioè antiforma precostituita e razionale, è protesta, ribellione.

L’indole di Roberto è ben altra, ed è testimoniata dalla nutrita sfera delle amicizie che gli orbita attorno e dalla competenza manageriale con cui presiede e dirige l’Associazione Culturale Artisti Abruzzesi LEJO.

Bruno Paglialonga (artista e storico