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Un libro che rivaluta l’Abruzzo

di Paolo Martocchia

Rivaluta l'Abruzzo e tutta l’Italia contadina del ’900, attaccando tutti i miti fondativi del modernismo attuale, sempre più in crisi di identità e di valori.

Fuori dal baratro

Cultura cittadina e perversioni moderne

Autore: Elìaba (Donato De Francesco)

Presentazione: Paolo De Lucia

I Libri di Emil, Bologna 2016

Lo ha scritto Elìaba, ossia Donato De Francesco, 85 anni, ex tecnico della Rai e sindaco del suo piccolo paese in provincia di Chieti: Sant’Eusanio del Sangro.

L’incipit verso la scrittura glielo ha dato proprio un personaggio del suo paese, Zi ‘Ntonie, un personaggio unico nella sua personalità che gli ha permesso di scrivere ben tre edizioni del primo volume (“Così parlò Zi ‘Ntonie, l’analfabeta) per poi accorgersi che del suo testo si era accorto un editore nazionale che lo ha indotto a scrivere Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne (Presentazione di Paolo De Lucia, I Libri di Emil, Bologna 2016, pp. 384, € 19).

Il volume è da poco uscito nelle librerie italiane ma ha già avuto un grande successo.

Si pensi che il suo video su YouTube di Zi ‘Ntonie ha superato i 10.000 contatti ed ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica.

Donato De Francesco mette sotto accusa tutto il sistema politico-culturale che ci governa, responsabile di disastri ambientali, di caos sociale e di induzione dell'umanità all'autodistruzione.

Mette sotto accusa la storia, che ci ha tramandato una serie di eventi anomali e insoliti (prodotti da avventurieri assetati di potere e di privilegi) omettendo di raccontarci gli effetti nefasti degli stessi eventi sul resto dell'umanità che fi quegli eventi era vittima. Mette sotto accusa la Chiesa, la quale invece di darci una testimonianza coerente del Messaggio che andava annunziando, ha degradato il Vangelo a inerte dottrina, ossia a pura ideologia che -come tutte le ideologie- induce i seguaci a "pensare bene" e a "razzolare male".

Mette sotto accusa la "Ragione" che - camuffandosi da "spirito"- ha ridotto l'uomo a una macchina, a merce, pronto a vendersi al miglior offerente per poter sopravvivere.

La superiorità umana ed esistenziale della campagna sulla città diventa motivo di grande attenzione a livello universitario, oltre i confini dell'Abruzzo.

L'invito alla lettura ed alla piena conoscenza dell'intellettuale abruzzese viene in particolare da Paolo De Lucia, docente di filosofia all'Università di Genova, che non esita a definire De Francesco «uno dei più interessanti ed originali pensatori contemporanei». Una cultura “altra” che è “alta” e che non cede a compromessi.

De Francesco evidenzia mali, propone soluzioni.

È una critica costruttiva anche se agli occhi degli osservatori e dei lettori superficiali potrebbe apparire diversamente.

Avere le idee. Avere il coraggio di esporle. Avere la forza di difenderle. E non arrendersi. Mai.

Alcune perle di saggezza: «Amare l'altro significa essere capace di donargli disinteressatamente non ciò che l'altro vorrebbe, ma ciò di cui ha effettivo bisogno, e il vero bisogno dell'uomo è l'essenziale, anche se lui desidera il superfluo».

«Oggi le campagne sono deserte e solo qualche anziano vi si aggira, sebbene debilitato e privo di forze.

Le palestre, al contrario, sono affollate di persone piene di vitalità che sudano le sette camicie per dimagrire o per potenziare sempre più i loro inutili muscoli.

Tutto questo è pura follia eppure accade, e accade per merito della ragione umana che aborre la fatica produttiva e santa ed esalta la fatica sterile e sprecata, oppure utilizzata per accrescere la prestanza fisica.

La fatica (come quella utilizzata per esempio dalle ballerine) diventa nobile solo se è “bella”.

Mi chiedo: quando le persone si mettono a tavola, mangiano i prodotti della fatica santa o i prodotti della fatica bella? Chissà se gli uomini di mondo si sono mai posti una simile domanda!».

Se Zi ‘Ntonie aveva elaborato un sistema di pensiero, il cui baricentro è la teoria della superiorità umana ed esistenziale della campagna rispetto alla città, questa volta De Francesco compie un altro salto di qualità, specie verso la Chiesa, attingendo ad una fede cristiana robusta e profondamente assimilata, cogliendone la radice nel primato dello spirito, da lui identificato con la pretesa onnicomprensiva della razionalità.

Un libro, in definitiva, che è da sconsigliare per coloro i quali credono di vivere nel migliore dei mondi possibili; un libro da leggere tutto d’un fiato.

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