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Stato dell'ambiente del fiume Vibrata

 di Gianluigi Mucciaccio

Si è svolto a Neretto, presso la sala Allende del Comune, un convegno intitolato “Stato dell’ambiente del fiume Vibrata, iniziative da intraprendere per una gestione sostenibile delle acque”. A promuovere l’importante tema al centro dell’attenzione del comprensorio vibratiano è stato la locale sezione del PD. Tuttavia, l’iniziativa, come sottolineato dagli stessi relatori presenti al dibattito, deve necessariamente avere un ampio respiro ovvero un interesse bipartisan.

Hanno partecipato all'iniziativa la Dott.ssa Sabrina Di Giuseppe, ufficio Qualità delle Acque Regione Abruzzo, Dott.ssa Raffaella Cocciolito, dell'ARTA di Teramo, Ing. Roberto Oddi della Sareda Srl, Pierino Di Pietro, responsabile Ambiente del Pd Abruzzo, Giuseppe Di Luca, Consigliere Regionale del PD, Claudio Ruffini, Consigliere Regionale del PD, Robert Verrocchio segretario provinciale PD, Vincenzo Pisegna presidente Ecologisti Democratici Abruzzo oltre a tecnici del settore.

«L'incontro - ha precisato il Segretario locale del PD, Massimiliano Capretta - vuole essere un momento di attenzione e di ascolto, di dibattito e di riflessione per meglio comprendere le problematiche del fiume Vibrata, al quale tutte le istituzioni in modo unitario sono invitate indistintamente a partecipare attivamente, collaborando in maniera consapevole e responsabile per una migliore gestione dell'ambiente fiume e dei suoi delicati ecosistemi, quale patrimonio naturale da tutelare, da salvaguardare e da conservare per le future generazioni.»

Nel corso del convegno la dott.ssa Sabrina Di Giuseppe ha descritto il Piano di Tutela delle Acque quale strumento tecnico programmatico per realizzare gli obiettivi di tutela quali-quantitativa dei corpi idrici previsto dal Testo Unico Ambientale in riferimento alle normative in materia e segnatamente alla Direttiva Europea n. 60/2000 ed al D.lgs n. 152/1999.

Dalle analisi scientifiche è emerso che lo stato ambientale del corso d'acqua del Fiume Vibrata, territorio tra l’altro fortemente antropocizzato, sia per quanto concerne le acque superficiali che quelle sotterranee, in alcuni tratti, risulta pessimo o scadente derivante in prevalenza da diversi fattori quali scarichi di acque reflue urbane, scarichi industriali, prelievi idrici e carichi di origine agricola e zootecnica ovverosia i cosiddetti nitrati di origine agricola rinvenuti in quantità significative sui tratti fluviali analizzati. Come confermato anche dall' ARTA Abruzzo, grazie ai monitoraggi effettuati in un arco temporale di 10 anni sul territorio, si evidenzia, salvo in pochi casi, un andamento di inquinamento pressoché costante.

Nel corso del convegno sono stati descritti i tradizionali sistemi di depurazione e l'attuale sistema di Fitodepurazione ribadendo l'importanza di preservare l'intero ecosistema fluviale per permettere l'autodepurazione del fiume.

I tecnici hanno ribadito la necessità di azioni infrastrutturali e di intensificare attività di monitoraggio e controllo evitando interventi di “bonifica impropri” tali da compromettere l’equilibrio complessivo del sistema fluviale.

«Bisogna effettuare controlli non sporadici - ha sottolineato il consigliere Di Luca - con la necessità, che la Regione individui i fondi necessari per interventi di adeguamento strutturale sui depuratori presenti sul territorio vibratiano oramai obsoleti.

«Inoltre - prosegue Di Luca - l'autorità di gestione, il Ruzzo, oltre agli interventi urgenti che ha messo in atto sul depuratore del comune di Villa Rosa ha presentato un piano di interventi di circa 45 milioni di euro riguardante l'eliminazione di piccoli depuratori e la ristrutturazione di quelli di S. Egidio, Corropoli e la costruzione di un nuovo depuratore a Villa Rosa.» In ultimo. il consigliere Ruffini sottolinea che, «facendo riferimento al PTA in una situazione ambientale così critica. è necessario che ci sia un'azione concertata da parte di tutti i Sindaci della Vibrata e la pretesa dell'approvazione da parte della Regione del piano di interventi proposto dal Ruzzo affinché si arrivi ad attingere, in concreto, ai fondi CIPE.»

Agenzia ABRUZZOpress