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Si allunga la catena degli scandali nella politica abruzzese

Sembra davvero una maledizione, con una catena di scandali che si allunga sempre di nuove catene: questa volta a finire in manette è stato l'assessore regionale Luigi De Fanis, del Pdl, ristretto ai domiciliari   sotto la pesante accusa di peculato, truffa aggravata e peculato.

Nella stessa operazione, portata avanti dagli agenti della Forestale, sotto la direzione del Pm Giuseppe Bellelli e del Procuratore Federico De Siervo, denominata "Il Vate", perché gli illeciti sarebbero stati commessi anche in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario di D'Annunzio, è stata arrestata Lucia Zingariello, segretaria dell'assessore, con concessione dei domiciliari.

Colpiti dal provvedimento dell'obbligo di dimora la responsabile dell'Agenzia per la Promozione Turistica di Sulmona e Castel di Sangro Rosa Giammarco e Ermanno Falone, presidente di una Onlus che opera nel vastese.

Secondo l'accusa l'assessore avrebbe chiesto tangenti per il concorso  internazionale di musiche da film Mario Nascimbene e per un evento organizzato presso il Salone del Libro di Torino.

A denunciare i fatti alla Guardia Forestale un imprenditore, Andrea Mascitti, che ha anche auspicato che non sia il solo a rompere il muro di omertà che ha creato situazioni di questo genere.

Come era scontato la notizia di questo ennesimo scandalo che ha colpito la Regione Abruzzo ha suscitato molti commenti.

Va detto però che non ci sono state, almeno come immediata reazione, tentativi di strumentalizzazione politica, forse perchè c'è un pò in tutti, considerato i precedenti, il timore che potrebbe essere molto pericoloso lanciare pietre in certe direzioni.

Comunque la patata bollente è nelle mani del presidente Gianni Chiodi e della sua maggioranza che dovranno ora decidere sul futuro di De Fanis.

Possibile che sia lo stesso assessore a dimettersi prima che Chiodi ritiri la delega, ma a questo punto la strada appare tracciata.

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