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L’annullamento del Trofeo Matteotti è davvero una brutta cosa

di Maurizio Acerbo*

Dopo la Liberazione i cittadini pescaresi - che ricordo erano allora in maggioranza socialisti e comunisti come si evidenziò nel referendum Monarchia-Repubblica e nelle elezioni amministrative - dedicarono al martire dell'antifascismo la principale gara sportiva della città.

l Trofeo Matteotti andò a prendere il posto di quella che era stata sotto il fascismo la Coppa Acerbo.

Uno sport popolare come il ciclismo sostituì gli assi dell'automobilismo sul circuito pescarese.

Dopo un lungo ventennio di dittatura durante il quale la memoria del sacrificio di Matteotti non poteva essere pubblicamente manifestata i cittadini vollero rendere omaggio all’eroe mai dimenticato.

Il Trofeo Matteotti divenne un pezzo forte di identità popolare per Pescara e l'Abruzzo

Sono testimone della passione etico-civile che motivava i promotori perché mio padre era un amico del patron della corsa, il socialista Perna.

Che debba saltare una manifestazione storica come il Trofeo Matteotti per il disinteresse di Comune e Regione non può che suscitare tristezza e rabbia.

Mi sembra che sia molto emblematico che l'eutanasia del Trofeo avvenga nel 70° anniversario della nascita della Repubblica e nell'anno del probabile stravolgimento della Costituzione.

La gara era già stata annullata nel 2009 e nel 2014 ma almeno allora al governo di città e Regione c'erano gli eredi politici di quelli che Matteotti l'avevano ammazzato.

Che si ripeta la stessa cosa con una giunta di centrosinistro è grave.

Che solo il 24 maggio si approvi la delibera relativa a una manifestazione che richiede una complessa organizzazione non è certo segno di programmazione, che la somma per ammissione della stessa maggioranza regionale non sia sufficiente lascia ancor più perplessi.

Non mi si dica che non ci sono risorse perché sono stati spesi – a quanto appreso dalla stampa – 4,5 milioni di euro per i Giochi del mediterraneo sulla spiaggia a Pescara nel 2015. A proposito: è mai stato reso noto un rendiconto di come sono stati spesi?

Questa vicenda evidenzia che la Regione è priva di una politica per la cultura e ancor più per lo sport.

Intorno a una manifestazione così intrinsecamente legata all’identità democratica e alla memoria occorrerebbe lavorare con intelligenza tenendo conto che se è vero che il ciclismo non è più quello degli anni gloriosi intorno alla bicicletta si è sviluppata negli ultimi anni un’attenzione e una pratica di massa che si accompagna alla maggiore sensibilità per i temi ambientali.

Insomma il Trofeo Matteotti potrebbe e dovrebbe essere al centro delle strategie di promozione culturale, sportiva e turistica della Regione.

Peccato che manchino tutte e tre. D’altronde in questa Regione non abbiamo neanche degli assessori alla cultura, al turismo e allo sport.

Ricordare adeguatamente Matteotti è un dovere civile che evidentemente il ceto politico non sente proprio.

*Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Rifondazione Comunista e ex-consigliere regionale Abruzzo