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Continua la querelle sulle nuove nomine alla Rai di Pescara

I giornalisti della redazione hanno contestato il metodo seguito per l’avvicendamento.

L'avvicendamento ai vertici del­la sede Rai abruzzese deciso dal direttore gene­rale Masi, con Silvano Barone che sostituisce Domenico Logozzo, ha suscitato un vespaio di'. polemiche. Alle proteste dei giornalisti della re­dazione abruzzese, che hanno contestato il metodo usato nella scelta, si è unito il segreta­rio del Sindacato dei Giornalisti abruzzesi, Lodovico Petrarca, che in una nota ha stigmatizzato il comportamento della Rai ed ha appog­giato in pieno la protesa dei giornalisti del Tg3 Abruzzo.

Contro questo intervento si è però subito schierato proprio un giornalista della Rai abruzzese, Nino Germano, che ha ironiz­zato sulla «sollecitudine ad intervenire sull'av­vicendamento ai vertici della sede Rai abruzze­se» da parte di Petrarca, «redazione che tra l'al­tro, conosce molto bene - scrive in una nota Germano - soprattutto nelle "dinamiche" inter­ne, da dipendente prima e da pensionato adesso».

Va reso noto a questo punto, per capire il livello dello scontro che si è aperto, che Nino Germano è componente del Cdr della Rai Abruzzo ed è anche ex vice segretario dell'Assostampa Abruzzo.

Il resto della sua nota è davvero al vetriolo: «Dov'era quel Sindacato, -si legge infatti - sempre guidato dal Segretario Petrarca, a "tenere alta la guardia sul fronte del­l'informazione" quando chiudevano interi giornali o venivano soppresse redazioni locali di quotidiani? Tutti posti di lavoro persi, per non parlare della drammatica situazione dei precari, del giornalismo on-line e degli uffici stampa.

Il Segretario del Sindacato dei giorna­listi abruzzesi punta adesso l'indice su una del­le poche aziende editoriali che in Abruzzo as­sume giornalisti, ma cosa ha fatto o sta facen­do per gli altri colleghi in grande difficoltà?»

«È facile fare sindacato in questa maniera - conclu­de Germano - a meno che non si voglia utiliz­zare il sindacato stesso per altri scopi meno no­bili; sarebbe questa la vera minaccia all'autono­mia ed alla professionalità di tutti i giornalisti abruzzesi, non solo quelli della Rai».

Parole pe­santi che dovrebbero aprire qualche riflessione sulla situazione del Tg3 Abruzzo che vada an­che oltre la nomina del nuovo capo redattore, per approfondire, possibilmente, il discorso piuttosto criptico sul "sindacato usato per altri scopi meno nobili" che minaccerebbe l'auto­nomia e la professionalità dei giornalisti abruz­zesi.

Ci piacerebbe sapere qualcosa in più sul­l'argomento.

Un maggiore sforzo di chiarezza non sarebbe davvero male, visto che parliamo di chi dovrebbe svolgere un servizio pubblico, pagato da tutti i cittadini.