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In una sana amministrazione, una volta stabilite le entrate, si prevedono le uscite.

Per i politici, ai tempi della “prima repubblica”, in molti casi invece, una volta stabilite le uscite, si studiavano le entrate per pareggiare il bilancio.

Poi, per fronteggiare delle improvvise emergenze, si aumentavano il prezzo delle sigarette e il prezzo della benzina.

Per quanto riguarda la benzina riportiamo uno specchietto molto “educativo”

Dagli Atti Parlamentari
XIV Legislatura - Allegato B ai resoconti - Seduta del 17 marzo 2004 pag.13265

Si evidenzia come nel costo di un litro di benzina verde vengano comprese le seguenti accise:


£  1.90   per la guerra in Abissinia 1935;
£  14      per la crisi di Suez 1956;
£  10      per il disastro del Vajont 1963;
£  10      per l'alluvione di Firenze 1966;
£  10      per il terremoto del Belice 1968;
£  99      per il terremoto del Friuli 1976;
£  75      per il terremoto dell'Irpinia 1980;
£  205    per la missione in Libano 1983;
£  22      per la missione in Bosnia 1996;
£  39      per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri 2004.


Il tutto per un totale di 486 lire, cioè 0,25 euro!
Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva, cioè una tassa sulla tassa!

Fermandoci alla Regione Abruzzo.

Gli attuali amministratori si sono ritrovati un passivo sulla Sanità che si deve eliminare al più presto.

A tale scopo si legga su queste pagine l’articolo sulla Sanità abruzzese scritto da Gino Di Tizio.

Noi non entriamo nel merito del perché di questa voragine, ma ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà, degli ostacoli che si presentano davanti agli attuali amministratori della Regione per eliminare questo passivo.

Il barile è stato raschiato; su ogni specialità medicinale che si acquista in farmacia c’è un ticket  (balzello, salasso) di due euro, ma non è stato sufficiente.

Le risorse si devono trovare altrove: allora applichiamo una tassa etica di due centesimi su ogni litro di benzina che si acquista nelle pompe abruzzesi.

Risolto il problema?

No, per restare nel campo automobilistico, semplicemente “tamponato”.

I problemi sono gli sprechi, la duplicazione degli enti, le assunzioni facili, se non inutili.

A buona memoria, entrambe le campagne elettorali dei due principali antagonisti alla presidenza della Regione Abruzzo

prevedevano una unica Azienda di Trasporti Regionale,

prevedevano una unica Azienda Asl,

prevedevano un unico ente acquedottistico,

prevedevano una unica Ater.

Ci dicono che molto è già stato fatto; mi limito ad un solo esempio: al Consiglio Regionale non esisteranno più “Gruppi” formati da un solo consigliere.

Ma la regola entrerà in vigore soltanto con la prossima legislatura.

I due centesimi a litro invece partono dal primo gennaio 2011 e dureranno fino a….

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