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Perenti serpenti

Nascono nuove aggregazioni, sul fronte della politica e c’è sempre spazio per altri partiti, alla faccia del bipolarismo di cui tanto si è parlato.

In questo quadro, peraltro non facilmente leggibile anche per chi si interessa da tempo della politica e dei suoi tanti giochi, si va affermando un fenomeno particolare, legato ai voltagabbana, una genia in clamoroso e costante aumento. Certo ognuno ha diritto di cambiare idea, perché, come qualcuno ha detto, solo gli idioti non hanno mai ripensamenti, ma a parte che da queste parti si registrano evidentemente eccessi di intelligenza, c’è da dire che è il modo che sconcerta e che alimenta molte riserve sui signori della politica protagonisti di questi cambi di bandiera.

Infatti di solito non si va da una sponda all’altra, ma si resta nell’ambito della “alleanza”, soprattutto se questa gestisce il potere. Resta ovviamente diffi­cile, in questi casi, sostenere che alla base della scelta di cam­biare maglia ci siano motivi ideali.

Di solito conta, fa poltrona, o la possibilità di guadagnare un miglior posto a tavola. Ma la cosa davvero sconcia diventa la disponibilità dei partiti ad accontentare questi transfughi e a far mercato su questi spostamenti di campo.

Dal partito che viene abbandonato, minimo vengono chiamati traditori mentre, al partito dove approda, si festeggia ammazzando il maiale. Ne viene che più che alleati diventano una sorta di “parenti serpenti”, in apparenza disponibili e sorridenti, nei fatti pronti persino a scannarsi per guadagnare un posto al sole migliore.

Cosa di buono possa venire per la co­munità da questa maniera di in­terpretare la politica è franca­mente difficile persino immaginarlo. Ma questa è davvero l’ultima delle preoccupazioni dei signori dei partiti di casa nostra....

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