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Spesso si guarda alla pagliuzza e si ignora la trave

Sui media l'ennesima notizia di interventi nei confronti di attività commerciali del territorio da parte delle autorità preposte alla tutela della salute pubblica riportata senza indicare i nomi delle aziende colpite.

Così decisamente non si tutelano i cittadini, ma si creano danni anche alle persone che rispettano leggi e regolamenti.

E' un argomento questo, certamente delicato, ma che va affrontato in tutti i suoi aspetti.

Uno di questi aspetti, tutt'altro che trascurabili, è stato trattato in una lettera di un lettore, firmata ma che ci ha chiesto di tenere riservato il nome, perché "sono importanti le cose su cui riflettere, non il soggetto che scrive"

Questa la lettera; "Mi è capitato di entrare più volte in un bagno delle di ospedali di città del centro Italia dove non c'era acqua nel lavabo, come non funzionavano nei servizi igienici in stanze dove c'erano, e presumo che ancora ci sono, molte mattonelle mancanti.

Non sono stati chiusi, a salvaguardia dell'igiene pubblica, in ambienti peraltro molto sensibili quali sono quelli ospedalieri, dove è facile contrarre malattie proprio per il mancato rispetto dell'igiene; non ho nemmeno visto interventi per strutture commerciali che sarebbero, secondo quel che ho letto, addirittura di catastrofe ambientali.

Nessuno ha pensato di chiuderle o abbatterle.

Sono sempre lì in piena attività.

Non ho mai visto nemmeno chiudere attività commerciali di vecchia generazione prive di uscite di sicurezza o in mancanza di rampe o di bagni per portatori di handicap.

A chi non è mai capitato di stare a cena con la famiglia a tavola dove nel soffitto c'era qualche scrostatura?

In poche parole vorrei dire che può essere giusto sospendere una attività quando ci sono anomalie, però bisognerebbe far chiudere tutte le situazioni che presentano gravi situazioni igieniche: so bene che questo, quando si parla di luoghi di cura pubblici, chiaramente non è possibile, come però non dovrebbe essere possibile far chiudere una attività se non ci sono pericoli immediati per la salute pubblica.

Credo di essere stato chiaro.

Aggiungo che non mi schiero a difesa della attività che è stata sospesa, ma a tutela ed anche difesa della salute di tutti i cittadini, messi in pericolo da un modo di procedere che mi sembra spesso guardare la pagliuzza e ignorare la trave.