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"Macelleria sociale? E' la sanità che ha macellato il PIL abruzzese e reso difficile programmare lo sviluppo futuro dei giovani abruzzesi. E questo ci fa rabbia e ci crea sofferenza". Il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, interviene nella polemica sul piano di riordino sanitario.

"Chiedo ai tanti che parlano a chi mai sarebbe venuto in mente di commissariare l'Abruzzo se si riteneva il modello sanitario vigente normale, laddove coesistono sei neurochirurgie, si toccano le percentuali più alte d'Italia sulla ospedalizzazione, si elargiscono primariati che neanche la regione con il quadruplo dei nostri abitanti sognerebbe mai per verecondia. Ma siamo seri, per favore".

Per il Vicepresidente i rilievi mossi al piano di riordino presentato dal commissario ad acta, Gianni Chiodi, sono "deboli sul piano tecnico e politico''. Sul piano tecnico perché, secondo Castiglione, "sono privi di conoscenza di una serie di parametri che non il Governo Chiodi si e' inventato ma il Governo nazionale ha imposto alla Regione Abruzzo per aiutarla ad uscire dalla strada senza ritorno di una deficit che ci ha fatto schizzare al primo posto in Italia. Sul piano politico, perché difendere situazioni paradossali che hanno contribuito ad incrementare le posizioni di pochi a scapito del futuro di tutti i cittadini abruzzesi non e' solo spudorato ma, questo sì, veramente cinico".

Castiglione sottolinea quindi che "Certamente avremmo voluto confrontarci con tanti, forse con tutti, ma chi ci da' il tempo? A chi viene in mente di farsi suoi calcoli per capire quanto ci costa l'attesa nella razionalizzazione delle spese in termini di mutui da pagare, di imposizione fiscale da addossare ai cittadini? Questa e' la differenza tra chi governa con senso di responsabilità e nell'interesse di tutti e chi si diletta a parlare di cose che, purtroppo, hanno l'effetto di precipitare nell'angoscia la popolazione".

Per il Vicepresidente, quindi, "bene sta facendo il presidente Chiodi e coraggiosamente. Sappiamo di urtare qualche suscettibilità, perché è chiaro che non un solo posto di lavoro sarà toccato in ambito sanitario, ma lo facciamo per salvare l'Abruzzo da un destino altrimenti segnato. Il piano è indispensabile''.

''Il riordino della rete ospedaliera, il potenziamento dei distretti sanitari territoriali, la razionalizzazione riconversione degli ospedali - prosegue - vanno nel giusta direzione. Gli obiettivi sono migliorare i servizi in periferia, arrivare nel tempo ad una integrazione dei sistemi di progettazione e dei processi per miglioramenti durevoli di costi, efficienza e qualità, utilizzo ottimale delle tecnologie informatiche di reti, riduzione dei rischi, monitoraggio delle prestazioni. Il nostro modello - conclude - non e' quello di salvare poche posizioni ma guardare all'interesse di tutti, anche di quel solo giovane che a causa della voragine sanitaria sarà costretto a portarne, suo malgrado, le conseguenze".

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