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Si moltiplicano le iniziative contro trivelle e gasdotti

di Francesco Rapino

Venerdì prossimo 6 aprile parte la Carovana "No Hub del gas" per contrastare il tentativo di fare dell'Abruzzo e dell'Adriatico un distretto minerario nell'ambito dell'assurdo progetto di trasformare l'Italia in un "Hub del Gas" europeo.

Nell'iniziativa sono coinvolte quattro regioni, Abruzzo, Marche, Molise e Umbria, con eventi da venerdì 6 aprile a domenica 15 aprile.

Due iniziative si terranno il 6 aprile a Termoli e il 7 a Norcia a sottolineare il collegamento e la solidarietà tra le lotte contro progetti che in realtà sono unitari rientrando nell'idea di trasformare il Belpaese in una piattaforma logistica per l'estrazione e il passaggio di idrocarburi verso il Nord Europa a totale beneficio dei gestori del cosiddetto "Hub".

Tre percorsi, realizzati in parte a piedi e in bicicletta, toccheranno i centri interessati da vari progetti estrattivi di trasporto e stoccaggio degli idrocarburi e convergeranno su Sulmona dove il 15 aprile si terrà la festa finale di una carovana realizzata per preparare la manifestazione di sabato 21 Aaprile a Sulmona.

In Abruzzo la partenza è il 6 aprile da Montalfano di Cupello, dove ha sede uno dei più grandi stoccaggi di gas europei, quello del Treste; lì hanno intenzione di immagazzinare ulteriori quantità di gas andando in sovrappressione e realizzando un potenziamento del gasdotto San Salvo - Biccari, ora in VIA nazionale.

Biciclettate aperte a tutti si terranno domenica 8 aprile a San Benedetto del Tronto per contestare il locale progetto di stoccaggio del gas, oltre 500 milioni di mc che vorrebbero immagazzinare nel sottosuolo letteralmente sotto il centro abitato dove vivono decine di migliaia di persone, e mercoledì 11 aprile tra Pescara e Chieti, per chiedere che una pista ciclabile ben fatta colleghi i due centri in quanto le fossili si combattono anche cambiando la mobilità.

Sempre domenica 8 aprile a Giulianova ci sarà un flash-mob contro le trivelle in mare, in coordinamento con altri gruppi che seguono le vicende delle estrazioni di idrocarburi in Adriatico.

A collegare i centri della costa a nord di Pescara ci saranno amanti della bicicletta che percorreranno la ciclabile costiera l'8, il 9 e il 10 aprile.

Tantissimi i seminari sui danni di trivelle, gasdotti e pozzi e le alternative necessarie, dal risparmio all'efficienza energetica passando per il risanamento del territorio; da quello di Scerni il 6 pomeriggio dove si tratterà il tema del gasdotto Larino - Chieti, a quello di Lanciano sul nuovo procedimento di VIA di domenica 8 aprile. Altri seminari si terranno a Pineto, il 9 aprile alla Torre di Cerrano, sul tema delle trivelle in mare, a Pescara il 10 aprile, quando ospiteremo gli attivisti che lottano contro il TAP nel Salento e contro lo stoccaggio di San Benedetto, a Chieti l'11 aprile sulle grandi opere abruzzesi, a Manoppello il 12 aprile sui rischi ambientali del territorio abruzzese, a Piano d'Orta il 13 aprile, per parlare della necessità di investire non su grandi opere ma sul risanamento dell'ambiente e, infine, a Popoli il 14 sul tema della salvaguardia dell'acqua.

Diversi di questi incontri saranno tenuti da professori universitari ed esperti che hanno a cuore il futuro dell'Italia e mettono a disposizione le proprie conoscenze per questa lotta di comunità.

Il percorso aquilano toccherà vari centri che sarebbero interessati dal passaggio del Gasdotto Rete Adriatica di SNAM e servirà ad illustrare nei particolari il tracciato che rappresenta un vero e proprio azzardo in un territorio a fortissimo rischio sismico. Basti pensare che epicentri di recenti terremoti e faglie attive sono a poche centinaia di metri dal tracciato prescelto e che la scossa del 2009 creò diversi danni alla rete del metano. Inoltre in molti casi affianca nuclei urbani di rilevante bellezza architettonica che rappresentano un patrimonio da valorizzare.

Non mancheranno le visite alle bellezze naturalistiche abruzzesi, con la visita sabato 7 aprile al SIC del Bosco di Mozzagrogna, messo a rischio dalla costruzione a Paglieta della centrale di desolforazione per il progetto di estrazione di gas a Bomba, e martedì 10 aprile al SIC dei Calanchi di Bucchianico, interessato dal gasdotto Larino - Chieti, oppure momenti di riflessione attraverso il cinema, come avverrà lunedì 9 sera a Filetto, paese interessato dal un progetto di Stoccaggio del Gas in area sismica 1.

Tantissimi attivisti saranno impegnati in questa iniziativa e auspichiamo che tanti cittadini siano coinvolti nelle diverse attività nelle tante località toccate dalla Carovana, partecipando alla fine alla manifestazione di sabato 21 aprile, ore 15, a Sulmona.

“C’è un progetto per far diventare un sottominerario non solo la nostra regione ma anche quelle limitrofe – ha spiegato Augusto De Sanctis del Forum abruzzese Movimento per l’acqua – l’intera Italia la vogliono trasformare in una piattaforma logistica per fare import ed export di idrocarburi verso il Nord Europa, a loro rimarrebbero i profitti e a noi tutti i rischi.

Per dire no ad un progetto folle che precipiterebbe il futuro della nostra regione per decenni sulle fonti fossili quando noi dobbiamo abbandonare queste fonti che stanno trasformando il clima del nostro pianeta.

Per dire no abbiamo organizzato decine di eventi sul territorio dal 6 al 15 aprile come le passeggiate nei siti di interesse comunitario che punteggiano la nostra regione per dire quanto è bella, oppure seminari con professori universitari per dire anche quali sono le alternative che già esistono rispetto a questi progetti folli che vogliono imporre sul territorio e tutta questa attività come le biciclettate per far partecipare i cittadini ad una diversa modalità per la mobilità, anche così si combattono le fonti fossili, per dire che un futuro diverso è possibile ed anche necessario e soprattutto vorremmo invitare tutti alla manifestazione di sabato 21 aprile a Sulmona appunto per manifestare tutti assieme l’opposizione a questi progetti e indirizzarsi invece alle rinnovabili, all’efficienza energetica e al risanamento del territorio. Noi contestiamo anche la riunione di domani sul gasdotto Sulmona – Foligno perché è un Governo non più legittimato e dimissionario ed è stato anche sconfitto dal voto del 4 marzo, questo Governo che non ha più la legittimazione popolare vuole continuare ad imporre scelte che devono essere ormai del suo passato e quindi riteniamo che questa riunione non sia più legittima e lo ha detto anche la regione Abruzzo tra l’altro”.

 

 

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