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Dal Comitato dipendenti ex Burgo riceviamo e pubblichiamo

Noi lavoratori dell’ex Burgo, da anni in attesa di vedere rispettati gli impegni assunti a livello regionale con ripetuti interventi pubblici del vice-presidente Lolli, prendiamo atto della prontezza con la quale il presidente della Regione Luciano D’Alfonso è intervenuto per i lavori in corso nell’area occupata da Megalò per la sistemazione della rete fognante, rinnovando la “richiesta di sottoporre la questione a un’approfondita analisi di tutti gli interessi coinvolti”.

In questa analisi è possibile chiedere di inserire anche gli interessi di chi ha perso lavoro e prospettive, nella generale indifferenza di tutte le autorità competenti?Davvero non contano nulla le concrete possibilità di avere centinaia di posti lavorativi che potrebbero risolvere o attenuare di molto la “grande criticità ambientale” che vive la città di Chieti?

Capiamo che l’imminenza del voto possa determinare nel candidato senatore il tentativo di trovare consensi da una certa parte che tutela interessi certamente legittimi, ma con visioni che sono viziate da un evidente e fazioso fondamentalismo.

Chiedere, dopo che il Genio Civile ha prescritto ed ottenuto proprio gli interventi necessari a mettere in sicurezza la zona, di tornare a rivedere quanto già deciso dagli organi competenti tenendo però “ in debito conto della preoccupazione, per l’evidente pericolosità ambientale connaturata all’intervento stesso, che si verrà a concepire in una zona estremamente delicata e sensibile a stravolgimenti insensati” vale una invasione di campo ingiustificata e ingiustificabile.

Forse serve a catturare qualche voto, ma ricordiamo che anche noi, ex Burgo, votiamo, ed anche le nostre famiglie, ed abbiamo i nostri diritti che nessuno fino ad oggi ha salvaguardato.

Anzi tutte le iniziative assunte, dallo stesso ingegnere Merlino (vedi progetto In.Te.) hanno trovato ostacoli, quelli si insensati, proprio dalle forze politiche che avevano dichiarato di essere pronte a produrre una legge speciale per favorire l’iniziativa.

Sa poi di prevaricazione la richiesta di D’Alfonso di attivare “ogni possibile iniziativa per acquisire opinioni e determinazioni, anche rinnovando passaggi procedimentali già svolti”, come a dire che sarebbe da considerare legittimo e corretto buttare a mare tutto quanto detto, stabilito e firmato in precedenza perché è Lui a dirlo....il presidente D’Alfonso si è rivolto con una lettera, oltre che ai “dirigenti regionali e amministratori competenti per territorio, anche al Procuratore della Repubblica di Chieti: lo facciamo anche noi, invitandolo ad aprire un fascicolo su tutta la vicenda che ci riguarda, dalla dismissione della cartiera ai tanti impegni assunti e disattesi sino a dover rinunciare anche ai posti di lavoro che l’iniziativa Mirò ha riservato agli ex della Burgo e loro famigliari.

Creiamo un argine per evitare che Chieti finisca nelle mani di Pescara, il Presidente D’Alfonso vuole toglierci l’ospedale ed adesso anche Megalò.

Difendiamo i posti di lavoro che vengono generati a Chieti.

Dipendenti ex Burgo

Rappr. Comitato

Danilo Primiterra

Lando Mantini

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