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Lo studio per la fattibilità dell’operazione

di Francesco Rapino

In prossimità del prossimo Comitato Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (Ccr-Via), convocato per il prossimo 5 ottobre, Forza Italia sprona l’amministrazione comunale a mettere in atto degli interventi per tutelare le operazioni di dragaggio dello scalo ortonese ormai impantanato, secondo i forzisti, per colpa di una Regione sempre più confusa e inconcludente e ribadiscono i dubbi e perplessità sulle procedure messe in atto fino a questo momento per arrivare al dragaggio.

Così recita lo studio preliminare ambientale per la verifica di assoggettabilità allegata al progetto: 

“Fase di conferimento Il conferimento dei sedimenti B1 e B2 verrà effettuato in area di deposito a terra impermeabilizzata; i sedimenti saranno conferiti attraverso benne ambientali montate su gru.

L’area di deposito sarà, quindi, riempita con sedimento contenente una percentuale di acqua pari a quello naturalmente presente nei sedimenti superficiali (circa 1:1).

Per quanto riguarda la gestione delle acque di esubero, l’area di deposito a terra dei sedimenti, sarà dotata di due sistemi di filtrazione: una specifica vasca di decantazione ed un impianto di filtrazione mobile di trattamento delle acque (dewatering).

Le operazioni di riempimento comprendono:

- fase 1 di conferimento con sedimenti tipo B2;

- fase 2 di stabilizzazione e decantazione del sedimento B2;

- fase 3 di conferimento del sedimento B1 sopra il sedimento B2;

- fase 4 di decantazione del sedimento B1 e di copertura finale.

Durante tutte queste fasi, la gestione delle acque di esubero e la decantazione dei sedimenti in esse contenuto avverrà con le seguenti modalità: - durante la fase del primo conferimento (fase n°1), le acque di esubero saranno attivamente rimosse con un pompaggio attivo, realizzato con una pompa galleggiante posta alla stessa quota dei sedimenti, che consentirà di scaricare l’acqua presente all’interno della vasca di decantazione, attraverso una apposita tubatura.

In questa fase non è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque; - finito il conferimento dei sedimenti B2 (fase n. 2), tutta l’acqua presente dell’area impermeabilizzata verrà rimossa attraverso la pompa galleggiante, al fine di permettere la stabilizzazione e la decantazione dei sedimenti B2. Anche in questa fase non è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque; - durante la fase n°3 e n°4 è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque, attraverso cui confluiranno nella vasca di decantazione.

Pertanto, nel progetto in esame è previsto che le acque di sfioro, provenienti dall’area impermeabilizzata, confluiscano dentro una vasca di decantazione, per garantire la fuoriuscita delle acque secondo il valore di legge (< 80mg/l). COMUNE DI ORTONA Lavori di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona Progetto Definitivo – Studio Preliminare Ambientale IMPRESA CONCORRENTE PROGETTISTA INDICATO Pag. 71 di 102 Dai calcoli fatti in sede di progettazione definitiva, risulta che il volume disponibile all’interno della vasca di decantazione potrebbe non essere sufficiente a far decantare tutto il volume di acqua immesso; infatti, durante le fasi finali di riempimento dell’area di deposito, il percorso potrebbe non essere più adeguato per garantire la necessaria decantazione verticale.

Per tale motivo, si prevede la messa a disposizione di un impianto di trattamento delle acque, nel caso in cui non fosse garantita la fuoriuscita delle acque secondo il valore di legge. Si prevede, al momento, di dovere trattare comunque circa il 10% delle acque confluite nella vasca di decantazione. Inoltre il deposito, al termine delle operazioni di dragaggio, sarà coperto con un geotessile tessuto di rinforzo in filamenti di polietilene ad alta densità, tale da garantire l’impermeabilizzazione dello stesso dalle acque piovane, oltre ad eliminare possibili dispersioni in aria dei sedimenti depositati”.

“Avevamo lavorato negli anni passati per arrivare ad un dragaggio importante – ha affermato il presidente della Commissione Vigilanza in Regione, Mauro Febbo – con una spesa importante di 9 milioni di euro e come tutti sanno fare questo non è una cosa facile. Si è cominciato male perché si è voluto forzare i tempi facendo una grara d’appalto senza prima aspettare ciò che diceva il Via, il Via ha fatto tutta una serie di prescrizioni che chiaramente adesso hanno messo in difficoltà le società che hanno vinto le gare d’appalto.

Ma credo che quello che sta succedendo oggi è ancora più grave perché molti forse non sanno che su questo Porto esistono degli atti fatti dalla Regione Abruzzo che  gridano vendetta e che vanno spiegati alla città e su cui la città deve riflettere perché il Porto viene consegnato ad un privato, poi non si capisce se è consegnato alla società che vorrebbe fare un deposito in gpl o al singolo che è un imprenditore a cui viene consegnato il Porto per pubblica utilità, ma non ancora abbiamo capito dove sta la pubblica utilità da parte del pubblico, secondo lui l’utilità è solo da parte dei privati.

Quindi credo che su Ortona si stia consumando un qualcosa che prima o poi riempià le pagine dei giornali. Avevamo formulato già delle proposte a suo tempo quando si poteva intervenire prima di aprire le buste e prima di fare gli interventi, però non si possono continuare a mettere in campo azioni come quella di oggi che viene presentata come un progetto per lo smaltimento dei fanghi e portarle all’attenzione del Comitato Via e dando le responsabilità tutte in capo al Comune che non ha nemmeno la forza economica di sopportare”.

“Sono di ritorno da un giro in Croazia – ha affermato l’onorevole Fabrizio Di Stefano – e ho avuto tra gli altri un incontro al Porto di Ploče e la autorità croate mi hanno visto un po’ di malocchio perché sono abruzzese. Questo perché avevamo fatto un accordo per un collegamento diretto tra Ortona ed il Porto di Ploče, sottoscritto tra l’altro, come mi hanno vedere, dalle Camere di Commercio abruzzesi, però poi è saltato tutto perché la Regione Abruzzo non ha messo il suo contributo che era di 80 mila euro e per 80 mila euro non versate dalla Regione Abruzzo, il collegamento tra Ortona e Ploče è saltato facendo venire meno l’accordo che le autorità abruzzesi avevano già preso.

Evidentemente un utilizzo turistico del Porto di Ortona interferiva con gli interessi che il presidente della Regione Abruzzo ed alcune imprese abruzzesi hano su questo Porto e le scelte fatte dalla Regione che oggi chiaramente viene denunciata da Forza Italia lo stanno a sottolineare. Ma siccome credo che la vicenda credo che riguardi anche un passaggio importante che viene giocato sulle autorità portuali di interesse extraregionale, ritengo che bisogna valutare se tutte le competenze si apron e si chiudono nella regione Abruzzo o nel comune di Ortona e credo che per vedere questo chi ha ruoli faccia bene ad interrogare il Ministero per capire se tutta questa procedura per un Porto che ha valenza nazionale è corretta o se ci sono passaggi ministeriali necessari e che evidentemente sono stati disattesi in questa procedura.

Insomma, i dubbi sono molto forti, le certezze sono altrettanto forti, la certezza è che l’incrocio tra più pratichee una vicenda che ha il uo punto di ricaduta in chiave giudiziaria rischia di portare alla paralisi o di dare il via libera ad un’azione che sotto il malto di un normale dragaggio porta l’obiettivo della giunta D’Alfonso di trasformare questo Porto in una dependence di un’azienda di Petrolchimica che tutti conosciamo. Se questo dev’essere è chiaro che da parte nostra e di tutta la popolazione ortonese ci sarà forte guerra perché questo non accada. Vedremo dove arrivano e noi arrivereno un passo dopo di loro”.

“La città è da troppo tempo ferma – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Peppino Polidori – e sta aspettando questo dragaggio del Porto che è essenziale che il Porto venga rilanciano e torni alla sua piena fruibilità. Ci sono delle vicende giuridiche che hanno interessato l’affidamento del dragaggio, ma queste vicende giuridiche consentono di affidare all’Ente appaltante queste opere.

Noi sollecitiamo questo affidamento, nello stesso tempo siamo vigili perché non vogliamo che questo possa costituire un vantaggio per chi vuole strumentalizzare il Porto utilizzandolo come un deposito di Gpl.

Quest’oggi ci riuniamo per vagliare gli ultimi atti regionali e per tutelare la città. Noi, come abbiamo già detto durante la campagna elettorale, il Porto è una grande opportunità per la città e la vocazione del Porto, oltre ad essere quella commerciale ed industriale, deve essere anche quella turistica.

Per questo noi ci battiamo e per questo motivo il Porto non potrà essere utilizzato mai come un deposito di Gpl che bloccherebbe la sua attività, basti pensare che durante l’ingresso delle navi da siere il Porto verrebbe interdetto alla navigazione”.

“Il nostro intervento viene dalla volontà di fare dell’opposizione costruttiva – ha detto il coordinatore cittadino di Forza Italia, Simone Ciccotelli – considerando che gli ultimi eventi parlano di un intervento a livello regionale, il progetto da portare in valutazione è il secondo in graduatoria, il cui progetto prevede che i fanghi B1 e B2, quelli inquinati e sono quelli che sono sul suolo, verranno depositati sul famoso triangolo tra il molo nord e la diga foranea con una sorta di accatastamento in altezza con una sorta di attitudine di 6 metri.

Loro faranno una sorta di serraggio di questi fanghi e a distanza di 36 mesi dovranno portarli necessariamente al deposito industriale per smaltirli, sono dei materiali altamente inquinanti. Su questa zona siamo sicuri che la competenza sia del Comune?

Questo considerando che l’allora sindaco D’Ottavio fece una delibera di giunta comunale per l’affidamento dell’area alla società che fa capo alla Walter Tosto, delibera che poi è stata ritirata da Castiglione una volta eletto, però non sappiamo fino a che punto potrà essere valido questo ritiro perché il deposito in gpl è fermo al Ministero dello Sviluppo Economico che deve ancora esprimersi.

L’area è interessata anche da una delibera di interesse strategico per la realizzazione di una vasca ricolmata che D’Alfonso vuole far realizzare alla Walter Tosto. Quindi di quest’area ne può disporre il Comune? Peraltro l’autorità territoriale da cui dipende Ortona, che è Ancona, ha la gestione ordinaria e straordinaria dei fondali dei porti. I fondi che diceva Camillo D’Alessandro è solamente un elenco di sogni che per il momento non si realizzeranno, così come ad oggi non si sono realizzate le sue idee progettuali”.

tutti pazzi per la Civita

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