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Certezza di vera solidarietà

di Tullio Parlante

Anche quest'anno vogliamo portare a conoscenza della collettività Teatina i risultati ottenuti, nell'anno 2016, a livello di raccolta sangue.

Il giorno 18 febbraio 2017 presso la Ns sede in Via Principessa di Piemonte 18, abbiamo concluso un ciclo quadriennale di lavoro associativo.

All'interno della stessa - presieduta dai membri del Consiglio uscente - oltre alle spiegazioni delle normali rendicontazioni amministrative, sono state evidenziate e posti in essere i dati reali di raccolta che sono così elencate: a fronte di 1.862  soci donatori effettivi più 5 soci collaboratori, abbiamo raccolto - presso il Centro Trasfusionale dell'Ospedale Civile di Colle dell'Ara -  2.666 sacche di sangue intero - 143 di plasmaferesi - 45 di citoaferesi, per un totale di donazioni pari a 2.854.

Se consideriamo che "comunque" non ci discostiamo molto dalla raccolta dell'anno prima (2015) non possiamo che dire di essere contenti, ma non soddisfatti.

La necessità di sangue (per poter raggiungere l'autosufficienza) è costante.

Se consideriamo che un uomo giovane potrebbe fare quattro donazioni l'anno (uno ogni tre mesi) e la donna due l'anno, ci rendiamo conto che siamo lontani dalle reali necessità a cui potremmo fare riferimento.

Ovvero. Con questi numeri avremmo dovuto - forse con un pochino di buona volontà in più - aumentare di un terzo la raccolta annuale, attestandoci sulle 3.500 sacche che sono ancora lontano dalle "orientativamente" 5.000 per poter raggiungere l'autosufficienza.

Non dobbiamo "spaventarci" nel leggere questi numeri.

Siamo una comunità di oltre 50.000 cittadini. Se ci mettiamo più amore nel pensare a tutto questo dolore che ci circonda.

A quanto possiamo fare di più pensando realmente ai problemi di chi nella vita è stato per un momento meno fortunato di noi, lo spunto per migliorarci arriva spontaneamente.

Dobbiamo uscire da questo torpore che spesso ci condiziona a tal punto da farci considerare la donazione come un problema di altri, tanto ci sono chi va a donare.

La stessa è un problema sociale che ci deve coinvolgere tutti chi sta in buona salute e con un peso corporeo di oltre cinquanta chili.

Dopo aver perso un'ora di tempo per gli altri, pensando a quell'atto sublime che "forse" ha salvato una vita umana, ci si sente gratificati nell'anima e nello spirito.

La nostra funzione - in questa società che spesso dimentica il reale supporto che tutte le associazioni di volontariato danno - è e rimane quello di pensare seriamente ai problemi di quanti in ospedale in attesa di un proprio diritto nel ricevere una sacca di sangue, diventa per noi - e tanti che lo saranno e lo faranno in futuro - un sacrosanto dovere di provvedere a tale necessità.

Chiudo queste righe con la speranza e la certezza che - ringraziando sempre e comunque chi di questo atto ne ha fatto parte integrante della propria esistenza - quest'anno saremo ancora più attenti verso i reali bisogni di chi ha il sacrosanto diritto di vivere una vita normale senza se e senza ma, con nuovi donatori che con il loro gesto avranno e compiranno un qualcosa che li farà sentire orgogliosi di poter donare quel meraviglioso liquido che oltre a dare la vita lo ritroviamo anche nei Vangeli del nostro cammino Cristiano.

 

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