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Dal Consigliere regionale Maurizio Acerbo riceviamo e pubblichiamo

Dopo la Corte dei Conti e il Parlamento Europeo, anche l’organo di stampa di Confindustria, Il Sole 24 ore, ci dà ragione.

“In Abruzzo”, scrive il Sole “da tre anni non si approva il Consuntivo, (…) è impossibile stabilire se sono vere le coperture di spesa che si basano su economie del passato”.

“Senza i rendiconti degli ultimi tre anni è impossibile scommettere sulla fondatezza dei «risparmi di spesa» con cui le leggi finanziano alcune nuove spese, tanto più che la stessa Regione arriva a riconoscere di «non avere contezza» di dati cruciali come i residui insussistenti e quindi da cancellare dai bilanci”.

E si prosegue con la citazione della Corte dei Conti «l’equilibrio di bilancio deve considerarsi incerto, in quanto radicato sull’impiego di risorse per le quali è giuridicamente dubbia l’assenza di vincoli e/o pretese».

Cosa che abbiamo sempre sostenuto con interrogazioni, richieste di audizioni e comunicati stampa: la Regione Abruzzo, unica in Italia, non procede all’approvazione dei Consuntivi, solo di recente è stato approvato quello del 2010, restano ancora da approvare i rendiconti del 2011 e 2012.

Tale situazione ha generato una serie infinita di impugnative del Governo e pronunce della Corte Costituzionale che hanno rilevato la illegittimità di norme finanziarie che prevedevano il ricorso ad economie di gestione che, di fatto e di norma, non erano legittimate dall’approvazione del Consuntivo che ne certificasse la reale sussistenza.

Ciò avviene, inoltre, in una situazione di deficit strutturale che, nel 2010, ha superato la soglia dei 433 milioni di euro.

Se la Regione Abruzzo, in vista dell’applicazione, dal 1° gennaio 2016, delle norme sul pareggio di bilancio, non avrà superato le evidenti criticità finanziarie e, soprattutto, non si sarà messa in regola con l’approvazione dei Consuntivi (2011 e 2012) che, dando certificazione ai residui attivi e passivi, potrà rendere certa la situazione contabile del Bilancio regionale, rischia di rendere irreversibile una situazione già di per sé grave.

Chiodi ha risposto a una dettagliata relazione di un parlamentare europeo insultando il relatore reo di essere della sinistra radicale.

Ora vediamo se con lo stesso stile berlusconiano ci dirà che il Sole24Ore è un quotidiano comunista!

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