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Il sogno deve diventare realtà

di Geremia Mancini

Le elezioni si avvicinano e si sono già aperte le iscrizioni al prezioso "UFFICIO DI COLLOCAMENTO ELETTORALE" ... Ed ecco per molti di loro  i sonni iniziano ad agitarsi ...  il primo drammatico dubbio ...

In quale lista "di collocamento" iscriversi ? ... con quella rischio ... con quell'altra forse ... con quell'altra ancora Si ma se poi ... con quella No ma se mi danno certezze allora ... Insomma uomini votati ad un unico indistruttibile IDEALE ... il loro !

Vedo, sento, percepisco il lamento della mia gente.

In troppi hanno perso lavoro, in troppi inutilmente lo cercano e ancora in tanti rasentano la nuova povertà.

E allora ...

Se mi è consentito parlare della “mia” regione lo faccio con la passione , con l’amore e, spero, con la conoscenza di chi, per tanti anni, ha avuto l’onore di poterla rappresentare, sul territorio,  da sindacalista.

Non è pensabile, non è sopportabile e neppure onesto pensare ad un Abruzzo destinato ad essere Regione “cenerentola”.

Il nostro territorio è disegnato dalla natura e dalla storia quale capace di attrarre impresa e soprattutto turismo. Il tutto senza dimenticare l’agricoltura.

Dall’Europa è auspicabile reperire strumenti e finanziamenti. I fondi UE possono e debbono essere veicolo di sviluppo unico ed imprescindibile, ma perché questo accada è necessario che la Politica (con la P maiuscola) si attrezzi, si ridesti e compia uno sforzo di onestà intellettuale.

La Sinistra, la Desta o chissà cos’altro sappiano convergere sulle proposte e sugli indirizzi e il tutto nell’interesse superiore della nostra gente.

Vi sono gli appetibili fondi Strutturali Europei o quelli destinati alle cosiddette “regioni in transizione” o ancora i fondi FSC da intercettare ma è necessario anche altro.

E’ necessario “sognare” un Abruzzo che guardi alla sofferenza occupazionale come ad un problema che si tramuti in strumento e non già come ad una partita persa.

Si può, si deve, tornare ad attrarre investimenti ed insediamenti.

E allora, per una volta, guardiamo indietro con coraggio e senza remore.

Dove sono oggi i Remo Gaspari, i Lorenzo Natali, i Francesco D’Angelosante o i Nino Sospiri, uomini capaci di “battere il pugno” sul tavolo romano, per il loro Abruzzo, nella certezza di essere ascoltati?

Oggi sono troppi i "politici" senza alcun credito elettorale, senza un voto che sia un voto, senza nessun legame con il territorio, senza alcuna conoscenza delle esigenze reali del proprio territorio che si agitano per un unico interesse… il loro!

Quelli onesti, quelli puliti e quelli capaci, e ve ne sono, sappiano fare pulizia anche tra le loro fila e si spendano solo ed unicamente per il territorio.

Un giorno, forse, qualcuno li ricorderà accanto ai grandi del nostro Abruzzo.

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