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Un bene per l'Italia e l'Europa

Sabato 16 febbraio a Pescara incontro pubblico di presentazione del documento per la tornata elettorale: la testimonianza e le domande alla politica di imprenditori, operatori del sociale e del mondo dell’educazione, che rappresentano le priorità di Cdo, alle ore 18.30, presso l’auditorium “Petruzzi” del Museo delle Genti d’Abruzzo, in via delle Caserme a Pescara, la Compagnia delle Opere Abruzzo Molise promuove un incontro pubblico per presentare il documento “Un bene per l’Italia e l’Europa”, proposto a livello nazionale dalla Compagnia delle Opere in vista delle elezioni 2013.

All’incontro, coordinato da Giuseppe Ranalli, imprenditore e presidente di Cdo Abruzzo Molise, interverranno gli imprenditori Daniele Di Battista (Gruppo Del Gatto), Paolo D’Amico (Reginella d’Abruzzo Srl), Rino Muccino (Emmepi srl), l’operatrice del terzo settore Dora Di Santo (cooperativa Con.Sol.) e Paolo Datore, della Fondazione Santa Caterina, realtà impegnata nel mondo dell’educazione.

“Con questo incontro – dicono i promotori – vogliamo dare spazio non tanto ai candidati quanto, piuttosto, alla socialità operosa di imprenditori, personalità del non profit e del mondo dell’educazione, i tre ambiti di cui parla il documento che presenteremo, e che sono le priorità in questo momento storico. Quello che ci sta a cuore è che si possa conoscere la ricchezza di queste esperienze, e che, quindi, chi chiede il consenso politico, si impegni a riconoscerle e valorizzarle” .

Il documento in sintesi

Nel presentare il documento “Un bene per l’Italia e l’Europa”, il presidente nazionale di Cdo, Bernhard Scholz, dichiara: “Siamo consapevoli della gravità del momento e per questo invitiamo tutti ad un confronto sincero e costruttivo, fondato su proposte sostenibili, rispettose della singola persona, dei sacrifici fatti da famiglie e imprese e del ruolo dell’Italia in Europa”.

La sfida è grande, si legge infatti nel primo punto - Da dove partire - soprattutto sul fronte del lavoro, ma può trasformarsi in un’occasione per l’Italia di riprendere con vigore un cammino di costruzione e di bene: lo testimoniano le persone, le imprese e le opere sociali impegnate ad affrontare le più diverse situazioni per renderle più consone alle esigenze di una convivenza veramente umana.

La politica deve cercare di creare le condizioni più favorevoli per valorizzare il bene presente nel Paese, per evitare che si cada nella ribellione o nella rassegnazione.

Per questo il secondo punto - Dove andare - illustra il criterio con cui l’associazione valuterà le proposte programmatiche delle forze politiche. Esso riguarda la volontà e capacità di incidere con spirito innovatore nei tre grandi capitoli in cui si gioca il futuro del Paese: l’educazione alla libertà e alla responsabilità, un’imprenditorialità aperta al mondo e una solidarietà sussidiaria.

Le proposte e le priorità di Compagnia delle Opere riguardano, tra l’altro: la politica per la famiglia e la riforma complessiva del sistema scolastico; la semplificazione burocratica e l’abbassamento reale del carico fiscale per le imprese; la riduzione sostanziale della spesa pubblica; il superamento dello scandalo del debito della pubblica amministrazione; il superamento della dicotomia pubblico-privato per permettere alle realtà del terzo settore di concorrere al bene comune.

Il terzo punto - La politica che serve - precisa il senso del dialogo di Compagnia delle Opere con le forze politiche: l’associazione incoraggia chi decide di assumersi una responsabilità politica per dare al nostro Paese una prospettiva nuova ma non partecipa a una militanza partitica e segue con interesse il tentativo di chi si assume tale responsabilità nelle varie forze politiche.

A questo proposito il presidente Scholz aggiunge: “Le logiche di potere personale o partitico, le scelte prese al di fuori di un dialogo costruttivo con l’Unione Europea non possono rispondere alle sfide che ci attendono.

Il nuovo Parlamento dovrà vedere la convergenza di uomini e donne di ogni schieramento per emarginare le vecchie forme di corporativismo e di clientelismo e abolire improprie sovrapposizioni tra partiti e istituzioni”.

Nell’ultimo anno – prosegue la nota Cdo – la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, improntandola alla crescita. La nuova legislatura dovrà caratterizzarsi per un’autentica fase costituente che realizzi anche un federalismo in grado di responsabilizzare realmente le Regioni, premi la capacità dei territori di mettere in campo esperienze eccellenti, riduca le sovrapposizioni tra competenze dello Stato e delle Regioni. Si contribuirà, così, anche a creare le condizioni più favorevoli per una ripresa del Sud del Paese.

Per quanto riguarda le Regioni chiamate al voto, nel documento si chiede che il percorso di modernizzazione intrapreso con successo in Lombardia, con leggi innovative che hanno consentito la libertà di scelta nei servizi essenziali – dalla scuola, all’assistenza, alla sanità – venga consolidato e incentivato.

Tale percorso, si osserva, ha documentato come la sussidiarietà possa diventare un asse portante per il rinnovamento nell’amministrazione delle Regioni.

Il documento torna poi a inquadrare l’Italia nel contesto europeo ricordando, da un lato, che senza il legame con gli altri popoli europei e senza l’Unione Europea, l’Italia è destinata a emarginarsi dal contesto economico e politico internazionale e, dall’altro, che l’esperienza e la tradizione dell’Italia sono un contributo essenziale perché l’Europa non cada nella trappola di una tecnocrazia, ma possa trovare forme per una coesione forte e capace di valorizzare le diverse identità e tradizioni.

Per essere all’altezza di queste sfide, anche ai partiti è richiesto un profondo rinnovamento, indispensabile per la democrazia del Paese, con una riforma elettorale che restituisca al popolo il potere di scelta dei propri rappresentanti.

L’Italia – conclude la nota – è forte di una cultura basata sulla persona, di una trama sociale che ha come prima risorsa la famiglia e di una creatività e intraprendenza che hanno stupito il mondo.

Da questi cardini può ripartire, traendo nuovo vigore dalla tradizione cristiana dell’Europa. L’invito a tutti è perciò di non venir meno al diritto-dovere del voto, esprimendo con libertà e coscienza la propria preferenza.