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“Per Chieti voglio di più” era uno degli slogan elettorali del sindaco ma a conti fatti ci ritroviamo ad avere soltanto più inquinamento, più disoccupazione, più isolamento, più intolleranza e più tasse.

Ormai la nostra città sale alla ribalta nazionale non per le eccellenze che può esprimere ma per frasi xenofobe e razziste su Zeman, figlie della più becera cultura fascista.

La maggior parte del popolo teatino guarda con fastidio a queste esternazioni e preferirebbe piuttosto che il sindaco dicesse come intende risolvere i problemi di bilancio delle casse comunali, o che parlasse della qualità dell’aria a Chieti Scalo.

Una recente indagine commissionata dal WWF, infatti, ha rilevato nell’area di Chieti Scalo la presenza di 32 contaminanti su 59 sostanze a vario titolo pericolose per la salute pubblica.

Nonostante l’area di Chieti sia un Sir, sito di interesse regionale, la Regione non provvede ad effettuare i dovuti monitoraggi sulla qualità dell’aria. Per questo rilanciamo la proposta fatta dal WWF cittadino di installare delle centraline come già fatto da amministrazioni limitrofe. Infatti senza un’adeguata rilevazione dei dati è impossibile porre in essere delle politiche efficaci di tutela ambientale.

Inoltre, in una città dove i rifiuti subiscono “strani” processi di autocombustione, altra spazzatura è data in arrivo dalla provincia di Pescara, segno che la cosiddetta “filiera istituzionale”, tanto decantata dal centro-destra in campagna elettorale, funziona alla perfezione…ma a danno della città di Chieti.

Noi siamo chiaramente contrari all’ampliamento della discarica di Contrada Casoni che aggraverebbe la difficile situazione ambientale in una parte della città già duramente colpita dall’inquinamento.

Sedici impianti di trattamento dei rifiuti nella sola zona della Val Pescara ci sembrano già troppi: Chieti ha già dato! Piuttosto crediamo che sia il caso di proporre una moratoria su questo tipo di attività produttive e di pensare ad uno sviluppo sostenibile che faccia leva sulle energie rinnovabili e sulla green economy, oltre che sulle potenzialità turistiche e culturali della città.

Ma Di Primio sembra più preoccupato ad imputare colpe alla precedente amministrazione che a risolvere i problemi odierni, come per altro evidenziano anche importanti esponenti dell’attuale maggioranza, che sempre più mal sopportano una gestione amministrativa autoreferenziale senza sbocchi concreti a beneficio dei cittadini (il “perfetto funzionamento” del cosiddetto piano neve ne è una prova tangibile).

L’unica soluzione che ci sentiamo di consigliare a Di Primio, se non è in grado di governare, è quella di rassegnare le proprie dimissioni (come, fra l’altro, sembrava aver già fatto), lasciando il passo ad una nuova generazione di amministratori.

Chieti, 29/03/2012

Il coordinatore del Circolo Sel di Chieti

Giuseppe Visco

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