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Nasce Ricambio Generazionale come alternativa seria e concreta alle mancanze della vecchia politica.

Ricambio generazionale è una felice idea di Antonio De Vincentiis alla quale ha aderito con il massimo entusiasmo e la totale disponibilità perché è davvero la tanto attesa folata di vento fresco che serviva nel panorama socio/politico locale e nazionale.

“Ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettar norme su come debbano comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura”.

Aforisma che descrive incredibilmente la situazione dei giovani in Italia: tanti ne parlano, molti promettono “conigli dal cilindro”, alcuni ne comprendono il disagio, tutti credono di conoscere soluzioni; la verità è che coloro i quali dibattono di problematiche giovanili, nel 90% dei casi, hanno superato abbondantemente l’età d’oro.

Questo è lo scopo principe di Ricambio Generazionale - commenta Antonio De Vincentiis - : rappresentare i giovani di tutti i ceti sociali, di tutti i credo e provenienti da ogni schieramento politico."

La politica che proprio per sua vocazione dovrebbe occuparsi di problemi e cercare soluzioni, ha preso in giro intere generazioni di giovani promettendo loro miracoli e carriere scoppiettanti, trovando in essi mano d’opera coscienziosa, operosa e volenterosa a bassissimo costo ma ad elevato entusiasmo!

L’occasione per la politica di dimostrare, non a chiacchiere ma nei fatti, la volontà di far partecipare i giovani nelle “stanze dei bottoni” è stata la campagna elettorale per le elezioni Regionali del 2008 quando, la legge elettorale permetteva dei posti nel cosiddetto “listino”; un’occasione unica x giovani preparati ed intraprendenti, privi di mezzi economici tali da affrontare costose elezioni, di poter finalmente portare avanti le urgenti istanze di una intera generazione, entrando in un meccanismo decisionale alla pari degli altri.

Naturalmente cio’ non solo non è accaduto ma, au contraire, si è preferito assegnare questi posti in lista a personaggi, di elevato calibro certo, ma che ben poco conoscono di una realtà talmente tanto eterogenea e complessa da abbisognare di una Stele di Rosetta che, solo giovani che ne vivono le quotidiane difficoltà possono avere.

"Ricambio Generazionale - conclude De Vincentiis - vuole porsi come interlocutore, forte di una partecipazione attiva di tanti ragazzi che hanno deciso di riprendersi le proprio vite e la propria dignità non auto escludendosi dal gioco, magari non andando a votare ma, iniziando a bussare alla troppe porte chiuse, con forza e fermezza."

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