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Un nuovo capitolo per la Regione Abruzzo

di Francesco Rapino

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri hanno presentato il ricorso inoltrato presso il Tribunale dell’Aquila.

L’incompatiblità del presidente-senatore che la giunta per le elezioni non ha riconosciuto è sancita dall’articolo 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale.

Per i consiglieri regionali del M5S “sarebbe dovuta essere una mera presa d’atto e invece il centrosinistra ha preferito prendere tempo allontanando il più possibile il confronto elettorale che evidentemente li vedrebbe perdenti”.

Ora sarà il Tribunale a decidere, peraltro in tempi strettissimi, molto probabilmente meno di 60 giorni.

“Il presidente D’Alfonso è incompatibile dal 16 marzo – ha sottolineato la consigliera regionale del M5S, Sara Marcozzi – giorno in cui la Corte d’appello lo ha proclamato senatore.

Si ostina contro quella che è la nostra carta costituzionale a volere restare in tutte e due le posizioni, le raccolte firme non servono a nulla, abbiamo deciso da cittadini di depositare un ricorso affinché sia il Tribunale dell’Aquila a scegliere una delle due posizioni.

La giunta per le elezioni purtroppo ha votato a maggioranza e la maggioranza è quella del presidente D’Alfonso, questa maggioranza ha deciso di non tutelare l’istituzione in Consiglio Regionale, ma di tutelare la posizione del presidente-senatore Luciano D’Alfonso, per cui hanno preferito la carriera politica di una persona all’interesse dei cittadini abruzzesi.

I tempi del nostro ricorso saranno molto brevi, il Tribunale dell’Aquila si pronuncerà entro 30-60 giorni perché hanno un ricorso in materia elettorale, per cui i tempi sono assolutamente celeri.

L’effetto ce lo spiega una sentenza della Corte Costituzionale, cioè dal momento della notifica del ricorso, il presidente-senatore non potrà più optare per restare consigliere regionale ovvero presidente di Regione ma decadrà”.

“La norma impone di comunicare le cause di sopravvenuta incompatibilità entro 60 giorni dal momento in cui si sono verificate – ha commentato l’avvocato Isidoro Malandra - per cui il governatore D’Alfonso entro 60 giorni dalla nomina a senatore avrebbe dovuto fare la comunicazione e l’avrebbe dovuta fare anche al Consiglio Regionale, questa è una norma che esiste anche per il Consiglio Regionale.

Un’altra questione è che c’è una norma della Legge 154 dell’81 che dice che la cessazione delle funzioni deve aver luogo entro 10 giorni dal momento in cui è venuta a concretizzarsi l’incompatibilità.

Non c’è sanzione, però teoricamente la cessazione delle funzioni sarebbe già dovuta avvenire.

Nel momento in cui noi presentiamo questo ricorso lo facciamo come cittadini elettori del Consiglio Regionale e si chiede con un procedimento parallelo che non interferisce con il procedimento di convalida di accertare l’incompatibilità.

La notifica del ricorso e della fissazione dell’udienza permetterebbero il cristallizzarsi della situazione, quindi nel momento del ricevimento del ricorso D’Alfonso non potrebbe più optare per il Consiglio Regionale.

Abbiamo la dichiarazione di decadenza ma in Regione ed in Senato c’è una procedura diversa nel senso che la rilevata incompatibilità viene data al soggetto che è stato eletto per addurre le proprie motivazioni e gli viene dato un ulteriore termine per optare.

Nel momento in cui noi presentiamo questo ricorso si presenta un meccanismo per cui o si opta in termini brevissimi per il Consiglio Regionale o non potrà più farlo.

Non è comprensibile come la giunta per le elezioni abbia potuto dichiarare che non c’è incompatibilità quando è lo stesso D’Alfonso che dichiara in Senato che c’è incompatibilità.

D’Alfonso anche nella memoria che ha presentato non ha mai detto che non c’è incompatibilità, ha detto che si doveva consentire il procedimento del Senato, quindi come ha fatto la giunta per le elezioni regionali a dire che non c’è incompatibilità?”.

Vedi anche: La Regione Abruzzo nell'illegalità