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Maurro Febbo e Lorenzo SopiriContro le azioni della giunta D'Alfonso

di Francesco Rapino

"Salvaguardiamo il futuro dell'Abruzzo", con questo intento il gruppo regionale di Forza Italia ha presentato le iniziative contro le azioni della giunta D'Alfonso in materia di opere pubbliche e personali.

“Abbiamo pensato ad una serie di iniziative a salvaguardia della nostra regione – ha spiegato il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – avendo noi la speranza, il convincimento e la certezza che il centrodestra possa essere la coalizione che da qui a qualche mese ha la possibilità di governare la Regione Abruzzo. tecnicamente tra 13 giorni il presidente della Regione Abruzzo non avrà ottemperato alla comunicazione del suo evidente stato di incompatibilità essendo stato nominato senatore dello Stato a reggere qualsiasi altra carica.

Ha detto che in questi giorni avrebbero approvato i fantomatici rendiconti sottolineando la correttezza contabile della Regione Abruzzo, di conseguenza, superando il blocco che la Corte dei Conti aveva imposto per tutta una serie di azioni.

Questo ci fa pensare che l’intendimento del presidente della Regione Abruzzo sia quello di migliorare la comunicazione della sua palese incompatibilità, affrettare la situazione dei rendiconti, far finta che basta l’approvazione dei rendiconti in giunta per migliorare la capacità di compiere determinate azioni e procedere, almeno con due attività che noi consideriamo lesive per il futuro della nostra regione.

La prima è quella di farci un’infornata di dipendenti che fino a quando sono quelli di strutture tecniche che partecipano ad una selezione pubblica che ha una sua evidenza va bene, ma se si considera che chi verrà dopo il presidente D’Alfonso si dovrà tenere una serie infinità di collaboratori con il contratto a tempo determinato prolungati per 5 anni che colmano quasi la legislatura che noi abbiamo di fronte con il relativo costo da scrivere in un bilancio il cui rendiconto è approvato in giunta in tutta fretta da loro ed è passato anche al vaglio del Consiglio.

Con la riforma burocratica dell’Ente, che è stato un fallimento strutturale, si blocca la capacità di spesa corrente della Regione. anche con il Masterplan, con gli impegni contratti, si condiziona l’attività degli anni successivi.

A parte che non sappiamo se il Governo che verrà vorrà mantenere questo atteggiamento sui fondi di coesione per il sud, ma una coalizione che vince le elezioni avrà il sacrosanto diritto di spendere dei fondi invece che su priorità non assolute, sul dissesto idrogeologico, sulla depurazione delle acque, sulla bonifica dei fiumi, sulla viabilità provinciale e regionale, per fare strade dove possono arrivare fabbriche ed aprire perché c’è una Regione in grado di offrire una vita decente.

Loro dicono che fanno delle opere utili, ma non è vero perché vengono contratte delle convenzioni ma non c’è la cassa, viene solo bloccata la capacità di qualcuno che verrà dopo di fare una cosa diversa. Le chiacchiere ingrossano il dissenso nei confronti del presidente della Regione e non generano alcun tipo di beneficio, ma vincolano dei contratti dei dipendenti che saranno sottoscritti ed apriranno contenziosi all’infinito”.

“Che ci troviamo di fronte ad una Regione bloccata non lo diciamo noi ma sono i fatti che lo dicono – ha sottolineato il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo – sono 4 mesi che non c’è più un Consiglio Regionale, sono 4 mesi che vengono assunte delle delibere di giunta che sono atti che non hanno alcun valore e dove regolarmente tre assessori non si presentano, ma soprattutto siamo allarmati da ciò che si sta prospettando all’orizzonte: si stanno definendo delle azioni che danneggeranno il nuovo Governo regionale che nascerà con una programmazione già scritta e soprattutto con dei dirigenti di altra parte politica che hanno degli incarichi prettamente fiduciari e quindi tutto questo scatenerà una serie di azioni di contenziosi che bloccherà il nuovo Governo regionale.

Questo noi non lo vogliamo e quindi prima che inizia questo nuovo contenzioso lo inizieremo prima noi perché chiederemo da subito l’intervento della Corte dei Conti su ciò che si sta facendo e che si sta dicendo in modo che gli strumenti contabili siano approvati non dalla giunta, così come prevede lo Statuto, ma dal Consiglio Regionale, quindi chi governa deve portare quello strumento in Consiglio Regionale e non alla maggioranza perché la delibera di giunta non basta. Questa è una falsità enorme che contestiamo e che credo anche la Corte dei Conti contesterà.

La cosa ancora più grave è la cosa che si sta facendo sulla programmazione futura con il famoso Masterplan che sta diventando oggetto quotidiano di conferenze, firme, sottoscrizioni e sceneggiate senza avere 1 euro in tasca, però bloccando perché una volta che si sottoscrivono le convenzioni si traccia un percorso da cui non si può tornare indietro, oggi i Comuni, gli Enti e le aziende non hanno i fondi perché non gli vengono trasferiti sulle 21 pagine che abbiamo nelle quali abbiamo 2 pagine destinate alle risorse dove non c’è una data, non c’è una scadenza, non si sa come verranno pagate queste opere, si sa che normalmente ci dovrebbe essere un’anticipazione del 5% delle province, magari la Province hanno i loro funzionari ed i loro ingegneri interni e non ne hanno bisogno, ma quando l’opera viene appaltata bisogna avere il 20%, non c’è questo 20%, quindi i soldi possono arrivare oggi ma possono arrivare anche nel 2023, quindi i sindaci ed i vari amministratori si stanno ribellando a questa farsa che stanno facendo D’Alfonso e la sua giunta. Noi siamo convinti che D’Alfonso si dimetta, è la Legge che lo prevede, sia la Legge del Senato che gerarchicamente è superiore al nostro Statuto, ma anche il nostro Statuto, ci saranno gli stessi funzionari regionali che non si piegheranno a questo suo movimento. Per quanto riguarda il Consiglio Regionale, se dovessimo arrivare all’estremo, vorremmo evitarlo, potremmo anche arrivare a chiedere la sfiducia, ma è un passaggio molto remoto perché siamo convinti che prima dei famosi 100 giorni arriverà il Senato che lo caccerà dalla Regione Abruzzo”.