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Province, i presidenti del Centro Italia si riuniscono a Pescara

di Francesco Rapino

“La riforma delle Province è un pasticcio che paga il cittadino: le funzioni fondamentali rimaste in capo a tali enti riguardano principalmente la gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori.

I tagli imposti dalle ultime leggi di stabilità hanno compromesso la possibilità per le Province di rispondere alle legittime aspettative di sicurezza dei propri utenti nella fruizione di questi beni.

È essenziale garantire le risorse necessarie per dare risposta alle giuste pretese degli studenti e delle loro famiglie, che chiedono edifici scolastici affidabili ed a norma, e per salvaguardare l’incolumità di coloro che si trovano a percorrere l’asse viario provinciale, la cui manutenzione da anni è ridotta al minimo e che gli ultimi eventi meteorologici hanno ulteriormente martoriato”.

Questo è il concetto ribadito dal presidente dell’Upi Achille Variati, insieme agli altri presidenti delle Province abruzzesi, oltre a quelli di Marche, Umbria e al presidente della Provincia di Rieti, per fare chiarezza e chiedere con forza, al nuovo Governo, le risorse e gli strumenti necessari per continuare ad erogare i servizi di competenza.

“Le tragedie che si susseguono nel nostro Paese – ha sottolineato il presidente dell’Upi, Achille Variati – avvengono anche perché a volte le riforme che il Parlamento fa non vengono completate, anche per mancanza di risorse finanziarie, e si rischia di dare le competenze senza le risorse per svolgerle.

Il nostro è stato un grido d’allarme, noi siamo sindaci, parliamo in nome dei cittadini perché le Province così come sono, sono inutili. Il Referendum le ha confermate, il Governo ed il Parlamento hanno il dovere di operare gli adeguamenti finanziari.

Non ci vogliamo né discolpare né difenderci, ma vogliamo mettere in luce un po’ di verità. Le riforme servono per rendere più efficienti i servizi ai cittadini, non servono per l’una o l’altra parte politica o partitica, ma per i cittadini con cui oggi purtroppo dobbiamo confrontarci.

Una riforma che era partita con intenzioni positive ma che poi si è rivelata come l’esempio di un qualcosa che non va e quando tocca alcuni aspetti istituzionali si rischia di toccare anche la sicurezza dei cittadini. Basta alibi, dobbiamo cominciare da questo concetto.

Nelle Province siamo anche sindaci e facciamo i responsabili delle Province a titolo gratuito e siamo stati mossi a prendere questa responsabilità dalla passione e dall’amore per il nostro territorio.

La riforma Delrio ha tirato giù la responsabilità amministrativa nelle mani dei sindaci che sono quelli che si conoscono più di qualunque altro il territorio perché lo conoscono metro per metro.

Abbiamo accettato questa responsabilità ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di operare al meglio. nel 2017 le Province non sono in grado di fare Bilanci, sono tutte in predissesto. Hanno accolto delle competenze ma senza ricevere finanziamenti, c’è qualcosa che non va perché sono finanziamenti fondamentali”.

“È una pagina tristissima per la Provincia di Pescara – ha detto il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco – noi avevamo segnalato il rischio ma non c’è stato nessun risultato a livello di risorse.

Da quel momento in poi la Provincia di Pescara ha dettagliato una serie di dossier che ha prodotto a livello istituzionale. In questo momento diventa importante capire qual è stato il lavoro dei parlamentari di questa regione insieme ai dossier che abbiamo prodotto.

Possiamo comprendere le esigenze dei cittadini che stanno soffrendo in questi giorni, però stiamo qui a lavorare come Provincia per accogliere il grido di allarme che arriva soprattutto dai sindaci.

I sindaci della provincia di Pescara, in quelle ore, in quei momenti, il grido lo hanno lanciato a me ancor prima di arrivare agli altri livelli istituzionali, la mattina del 18 ero in prefettura ed ho chiesto l’intervento dell’Esercito, l’ho chiesto in modo coraggioso e netto così come ho deciso di chiedere un contributo al presidente del Consiglio dei Ministri e a tutta la catena successiva.

Questo dimostra che il livello del lavoro che potevamo fare in quella circostanza era impegnativo ed eravamo veramente sotto attacco.

Le Province devono essere funzionali e con risorse certe, Mattarella non ci può lasciare da soli, a gennaio dell’anno scorso disse che avrebbe fatto di tutto per garantire le risorse alle Province perché non si può lasciare un Paese come l’Italia all’abbandono.

Quando accadono queste tragedie dobbiamo interagire tutti ad ogni livello.

Qualcuno dovrà dare delle risposte ai cittadini, però se si vogliono riformare delle Istituzioni, ci deve essere chi si occupa di certi servizi”.