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Chi interviene economicamente: la politica o i partiti?

di Tullio Parlante

Da note giornalistiche e salotti televisivi si viene a conoscenza che la Ministra Elena Boschi sta girando il mondo, nella pura identificazione a favore della votazione del "SI" al referendum del 4 dicembre, quindi a contatto diretto con nuclei di italiani all'estero che avranno diritto al voto pur non vivendo la realtà quotidiana del territorio italiano.

E’ lecito porsi domande su questi spostamenti?

Che la scelta fatta a suo tempo nel dare il voto ai nostri connazionali fuori nazione, può essere condivisibile o meno, ma, che un membro del Governo attuale faccia questa "fatica" nel cercare di spiegare solamente le ragioni per cui votare "SI" sembra un monitoraggio grezzo nell'affrontare una specie di paura-dubbiosa nella non certezza del risultato che uscirà il 4 dicembre dall'urna nazionale.

Se la nostra Ministra sta compiendo questa maratona olimpionica a spese del Suo partito di appartenenza, fa quello esclusivamente che farebbe chiunque - senza gravare sulle nostre tasse - nel farsi coprire le spese con soldi personalizzati da appartenenti alla stessa linea politica.

Ovvero. Soldi del partito che vengono introitati tramite iscrizioni.

Diversamente, se questo vagare per il mondo, trotterellando nella continua ricerca di italiani annebbiati e persi nella logica significativa posta dai quesiti referendari a cui dovranno dare una risposta, dovesse trovare approvvigionamento dalle casse dello Stato, quindi, soldi del contribuente che paga le tasse, non è né lecito né corretto.

Tuttavia, volendo pensare che la Ministra non fa altro che seguire le direttive del suo partito, sembra oltremodo strano che altri rappresentanti politici del "NO" non seguano questo percorso che "potrebbe" rivelarsi insufficiente se non viene spiegato anche le ragioni opposte a quelle della Ministra.

Non v'è dubbio che aver catalizzato l'attenzione di questa prossima votazione sulla propria persona, in virtù di un risultato utile alla rimanenza nel Governo, mobiliti tutte le risorse a propria disposizione.

Ma, indipendentemente dall'esito del risultato finale cerchiamo di mantenere la barra dritta verso i reali problemi del Paese che sono tanti. Il popolo italiano, a oggi, un concetto di voto se lo sono indubbiamente fatti, a prescindere.

Per cui, continuare con questi escamotage si potrebbe ottenere l'effetto contrario.

Non siamo un popolo di analfabeti e di irresponsabili come forse qualcuno, o più di uno, potrebbe pensare.

Non siamo forse in grado di percepire quell'alone di tristezza politica che si annida nelle parole di tutti i suoi autorevoli rappresentanti nelle varie spiegazioni quotidiane?

Credo non occorra essere o occuparsi di politica per poter rispondere.

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