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Interrogazione dell’On. Fabrizio Di Stefano al Governo

“Alleghiamo l’interrogazione da me presentata in data odierna a cui il governo ha fornito una non risposta, anch’essa allegata.

A questo punto i dubbi circa questa operazione di risoluzione sulla CariChieti non fanno che aumentare.

Infatti, il vice Ministro si è trincerato dietro una pedissequa ripetizione di quanto già stilato da Banca d’Italia, senza fornire nessuna risposta alle osservazioni, che non io, ma il Tribunale di Chieti ha sollevato in merito.

Nonostante ciò ha dovuto ammettere che “il patrimonio della banca al 30 settembre 2015” era ancora “positivo” se pur con un “elevato deficit”.

Ed allora viene da chiedersi: ma quanti Istituti creditizi sono in deficit, ma giustamente con un patrimonio positivo non hanno subito la stessa sorte della CariChieti?

Ed ancora e soprattutto, ma perché si è intervenuti repentinamente così su CariChieti mentre per Banca Etruria si è atteso che la situazione precipitasse in quella che oggi tutti conoscono?

Si sono applicati palesemente due pesi e due misure.

E il dubbio che la maggior colpa di CariChieti fosse quella che occorreva unire altri Istituti alla sorte di Banca Etruria, tanto cara alla famiglia Boschi.

Il Governo non ha inteso per l’ennesima volta tutelare chi ha subito un torto e il territorio che è stato depauperato, auspico che i diretti interessati si rivolgano ad altre autorità per il ripristino della ragione e sono a disposizione a supportarli in ogni sede”

Questo il commento dell’on. Fabrizio Di Stefano a seguito della sua interrogazione presentato oggi in merito alla vicenda CariChieti

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