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Non è possibile avere il mare e non poterne usufruire.

di Tullio Parlante

Nella normalità delle cose ci può anche stare che un tubo si rompa. Immediatamente si aggiusta. Pare che per quel maledetto tubo, sul territorio del Comune di Pescara, così non sia stato o così non è avvenuto.

Sono state dette e scritte tantissime riflessioni e altro sulla rottura di quel tubo che ha   scaricato in mare aperto una quantità di liquami faticosamente quintalabili.

Se il comune uomo di strada assiste a un fatto del genere, senza colpevolizzare chiunque, capisce che un problema può anche nascere, ma quando vede che l'impegno immediato e costante - da parte degli organi preposti ai vari funzionamenti dei depuratori che vanno dalle vasche di raccolta fino agli scarichi - non viene portato subito all'attenzione d'intervento dei preposti, che idea si deve fare di coloro i quali rappresentano la collettività?

Si e forse perso il senso dell'accoglienza o il menefreghismo la fa da padrona?

Considerando che intere famiglie ogni anno si fanno migliaia di chilometri per passare una breve settimana o giù di lì all'interno della nostra regione portando anche aumento occupazionale per il periodo estivo per farsi il bagno sulle nostre spiagge.

Dopo quello che abbiamo vissuto giornalmente all'indirizzo del divieto assoluto di farsi il bagno con il rischio anche di malattie, come possiamo pretendere di recuperare quelle persone, e nello stesso tempo riequilibrare tutto fino a quel maledetto giorno?

I cittadini sia di Pescara che della Provincia sono arrabbiati e avvelenati nel leggere quei cartelli e nel guardare quell'acqua - fresca della calura estiva - senza poterci entrare, se non ha proprio rischio, considerando che letture giornalistiche hanno fatto veicolare l'intervento e la competenza di medici che escludevano la pulizia delle acque, quindi, si raccomandava di non fare il bagno.

Dopo questa ennesima schifata, si fa fatica ad accettare che in Italia non esiste un livello di responsabilità.

Ma chi è addetto al controllo, dove stava quando è avvenuta la rottura?

Non si venga a dire che ciò succede all'improvviso senza nessun tipo di segnale, perché nell'era della tecnologia è improbabile che non esiste un quadro generale che tenga sotto osservazione lo sviluppo di lavoro di una struttura del genere.

E' ancora. Possibile che sia passata tutto quel tempo prima di intervenire?

Maggiormente, sapendo che cosa trasportavano quei tubi non era il caso di avere a disposizione un tecnico 24 ore su 24?

Si spendono milioni di euro in cose inutili. Ma si guarda al risparmio quando potrebbe succedere un qualcosa che per causa di forza maggiore coinvolge i cittadini. Meditiamo gente, meditiamo.

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