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Il vero business del terzo millennio

di Tullio Parlante

Vero quando si dice che - menomale - ci sono rappresentanti politici che vigilano mettendo in condizione la collettività di venire a conoscenza di fatti che non hanno logica di posizionamento o di sistemazione.

Questo politico della lista "Noi con Salvini" si chiama Gilberto Negretti, responsabile in Abruzzo per la sicurezza e l'immigrazione, che ci porta a conoscenza della situazione che si sta verificando nel bellissimo paese di Pietraferrazzana - nome derivante da: a ridosso della roccia - che, pur avendo poco più di cento abitanti, un ordine prefettizio ha deciso di inviare in questa località di montagna 50 immigrati.

Non riuscendo a capire certe logiche di ragionamento, quello che rattrista la maggior parte dell'opinione pubblica è il sapere che la gestione d'accoglienza, di queste persone, sono state affidare a una Cooperativa già al centro dell'attenzione per cattiva gestione chiuso dai N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri) Come anche la struttura d'accoglienza all'interno di un ex hotel chiusa nel 2008 perché non rispettava le basilari norme di sicurezza.

Se la buona politica continua a portare allo scoperto l'arroganza e la pessima gestione di un sistema che si sta rivelando drammatico ai fini della pura e fantomatica convivenza, non si può rimanere inermi sapendo che solo una piccola parte di queste persone otterranno lo status di profugo.

Come non si può rimanere impassibili di fronte a cifre reali del Viminale che comunica dati allarmanti, facendo riferimento ai primi tre mesi del 2016, dove le cifre parlano di un numero vicino ai 20.000 arrivi o sbarchi.

Quindi, si parla di un trend di crescita molto vicino al 53% di arrivi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.

Se si considera che questo aumento di sbarchi sulle nostre coste non diminuiranno, la gestione di tutto questo materiale umano dovrebbe essere più oculato.

I Prefetti, prima di spossessarsi del problema della sistemazione in modo propulsivo e immediato, dovrebbero avere un livello d'accortezza superiore alla norma nell'individuazione di soluzioni atte a non compromettere certi equilibri sociali dovuti alla sana e pura convivenza, cercando di evitare al massimo quel rapporto di uno ogni due  che condiziona - in negativo - la stabilità e le emozioni di piccole comunità che amano trascorrere le giornate come l'inizio del tempo che fu.

Un'altra particolare attenzione andrebbe posta a tutte quelli strutture che non dovrebbero avere nessuna motivazione per poter continuare a operare, essendo state coinvolte in irregolarità di decadenza sanitaria, alimentare, e, certezza esclusiva del solo profitto.

Non bisognerebbe in nessun caso revocare autorizzazioni che hanno permesso una cattiva gestione.

Premesso che ce ne siano state. Considerando che altre aree del nostro comprensorio hanno subito violenze psicologiche ai fini dell'accoglienza sproporzionata e incontrollata.

Tuttavia, speriamo che questi fenomeni rientrino nella logica del normale aiuto.

Diversamente, tutta la buona volontà di politici che cercano in tutti i modi di far capire che la nostra penisola non è più in grado di assorbire tutta questa spinta migratoria, sarà vanificato da pochi rispetto ai tanti che amano veramente questa nostra Italia.

Perché è sbagliato applicare il teorema delle tre scimmiette.