Stampa
Visite: 519

Ogni giorno inventano una nuova tassa

di Tullio Parlante

Da una denuncia di Confedilizia veniamo a conoscenza dell'arrivo di una probabile e possibile  tassa  che andrà a gravare sull'ascensore.

Se ciò dovesse essere vero (e di solito quando se ne comincia a parlare prima o poi la metteranno) viene alquanto il dubbio sulla reale applicazione sapendo che i controlli già vengono effettuati insieme alle periodiche manutenzioni che per legge vanno fatte.

Non ve dubbio che la ricerca continua di danaro - da parte dello Stato - sia arrivato a un livello di tracimazione inarrestabile, ma, inventarsi delle tasse cosi goliardiche - come quella sull'ascensore -  pur rasentando il ridicolo ci fa capire a che punto siamo arrivati se consideriamo le ruberie che per anni anno ridotto questa comunità allo stremo delle forze.

Con una tassazione oltre il 50% la popolazione, soprattutto l'ex ceto medio, non riesce più a far quadrare  i bilanci familiari.

Non è possibile vivere il quotidiano con la percezione continua - pur facendo a meno di tante cose - di non arrivare a fine mese e far fronte ai propri doveri economici verso gli altri. Il livello di povertà si è terribilmente innalzato.

La ripresa occupazionale fa fatica a ricominciare.

La costante  perdita di posti di lavoro, quindi con un rallentamento costante dell'economia - perché chi non lavora non avendo un introito non può spendere - ci mortifica dal punto di vista relazionale.

Per non parlare di quel grande pacchetto di risorse culturali e professionali, i cui possessori sono i giovani, che sono incagliati in questa palude della non ripresa economica.

I piccoli aggiustamenti del Governo servono a poco se non si ha la certezza del lavoro.

Tuttavia, anche se potrebbe sembrare retorica la ripetizione e l'evidenza di problematiche quotidiane legate a quest'aumento di tassazione, ci sembra sempre sconcertante leggere di eventuali tasse che, oltre a pesare sempre di più sul contribuente fedele, pur nel loro intendo di progressivo abbassamento del debito, non producono mai quel risultato.

Come disse un grande economista italiano quando asserì che le tasse sono belle da pagare. Ciò diventa un eufemismo se consideriamo che su cento euro di incasso più della metà lo dobbiamo allo Stato.

Sarebbero belle da pagare se tutti le pagassero.

Perché se ciò fosse vero avremmo una tassazione molto più bassa dell'attuale e, saremmo tutti sì, contenti di pagarlo.  Uno Stato "amico" si vede anche da queste cose.

Con riluttanza, se dovesse passare il pagamento di questa ennesima rapina di Stato, non potremmo fare altro che allontanarci ancora di più da quella politica che fino ad oggi a fatto di tutto per non farsi amare.

Ciò non è bello, perché la progressione del potere non passando più attraverso il voto popolare dei cittadini, diventa o potrebbe diventare un momento  negativo per tutta la collettività.

La storia, in fondo, qualcosa ce lo dovrebbe quantomeno ricordare.