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Il problema dei sindaci alla fine del secondo mandato

di Tullio Parlante

Quando la politica del fare entra in competizione con la non rieleggibilità popolare – dovuta a una norma di Legge che impone due mandati elettivi – il Sindaco di Manoppello, preso da altri problemi “forse” anche economici, che fa? Vive la parte restante del proprio mandato occupandosi del nulla.

Magari, bisbigliando a bassa voce potrebbe (il condizionale è d’obbligo) anche dire: dei problemi rimasti insoluti che se ne occupi il nuovo Sindaco.

Ciò per una pura considerazione che parte da una lettera di circostanza avente  per oggetto la potatura di alberi lungo la strada comunale di via Alcide de Gasperi, datata 12 novembre 2015, a firma di quasi tutto il quartiere.

A oggi,  la risposta a quella lettera - con la eventuale presa in considerazione della richiesta - non ha trovato nessun tipo di riscontro.

Non è possibile che l’amministrazione di una città, con oltre settemila abitanti, sia  condotta  e ridotta alla stessa stregua di un circolo ricreativo.

Non è possibile – sentendosi psicologicamente oltraggiati – assistere a giochetti da bar condotti con spregiudicata follia politica da parte di chi, investito di carica pubblica, non ha portato a compimento il proprio modello espressivo elettorale, trincerandosi dietro uno scarico di responsabilità impropria.

Quando una rappresentanza politica esprime al massimo le sue capacità amministrative, anche gli oppositori politici storici – aggregati a nuove formazioni politiche tipo “NOI CON SALVINI” – non possono che essere coerenti nell’ammettere che la distribuzione degli incarichi politici, a partire dal Sindaco,  hanno funzionato e funzionano.

La deriva di una constatazione di fatti oggettivi, ivi compreso la mancanza dell’attuazione realizzativa del progetto inerente la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri (progetto risalente all’anno 2007) nonché l’abbandono della ri-sistemazione del ponte di legno allo Scalo che collega due frazioni abitative, e la pulizia del marciapiede lungo la strada per Santa Maria Arabona (per citare solo alcuni esempi di opere e manodopera resa inefficiente per motivi che fanno fatica ad essere assimilati)  insieme a questo modo arrogante di gestire la cosa pubblica, mette in condizione l’elettore di fare ammenda e riflessione quando nella prossima vicina tornata elettorale si andrà ad esprimere un voto a favore di chi a ben lavorato e governato, e a favore di chi per la prima volta, presentandosi sulla scena politica locale, ci mette la faccia, l’onestà, la professionalità e tutto ciò che potrà servire a questo territorio, affinché il Comune di Manoppello ricominci il suo ruolo istituzionale ri-partendo dalle cose essenziali che sono parte integrante del rapporto quotidiano con la collettività.

Ciò in sintonia con questo nuovo orizzonte e modello politico che i rappresentanti della lista “NOI CON SALVINI” rappresentano.

Tuttavia, siccome gli elettori sono i giudici supremi di chi dovrà essere deputato al servizio della cittadinanza, siamo certi che sapranno ben far valere quel voto che dovrà servire esclusivamente per il bene collettivo.

Non si può amministrare un Comune pensando solo alla risoluzione di falsi problemi. Il fine ultimo di chi si candiderà e andrà a questuare un voto, dovrà essere solo e solo il servizio nell’interesse collettivo, senza se e senza ma.