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Che si realizzi la nuova caserma dei carabinieri

di Tullio Parlante

La città di Manoppello è stanca di aspettare.

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati.

Ovvero. Dalle parole del Sindaco il quale ha detto di non disperare, e che con l'aiuto del Presidente D'Alfonso si potrebbe riottenere l'assegnazione di quel contributo regionale che non è stato mai cancellato.

Quindi, in giacenza  aspetta solo di essere rispolverato. ( Il Centro del 8.1.16 a firma di Walter Teti)

Se pensiamo per un attimo allo spopolamento istituzionale che la scomparsa dei Carabinieri porterebbe a questo territorio, già carico dei suoi tanti problemi sia essi occupazionale che di delinquenza comune, non possiamo non tacere di fronte a una spregiudicatezza politica passata inosservata per circa nove anni.

Siamo a ricordare che il progetto attuativo della risoluzione allo sfratto attuale risale all'anno 2007.

Circa settemila e cinquecento abitanti non possono rimanere senza un faro ideologico democratico che  ricorda in continuazione il rispetto delle regole di sana convivenza. Non è possibile privarsi di un presidio di uomini e donne che rappresentano le istituzioni democratiche.

Come non si può tacere al cospetto della politica che predica bene e razzola male, sempre dopo aver ottenuto i propri risultati  e privilegi, i quali, non sono solo quelli di natura economica.

Questa grande realtà territoriale come porta d'ingresso della Val Pescara che ha in seno la grande struttura dell'interporto, nonché il reale e costante aumento numerico di pellegrini verso la Basilica del Volto Santo, ha la naturale necessità di avere questa nuova struttura dell'Arma.

L'espansione territoriale che va oltre i confini dello stesso Comune, implica una presenza costante di rappresentanti delle Forze dell'Ordine.

Per cui, anziché cercare di aumentare il personale, considerando anche l'applicazione della legge sul confinio, di cui il Comune di Manoppello ne è partecipe, si sta cercando in tutti i modi di diminuirlo.

Una considerazione del genere, dal punto di vista politico, dovrebbe mortificare chi del miglioramento territoriale, in campagna elettorale, ne aveva fatto un cavallo di battaglia. Tra quattro cinque mesi

i cittadini di Manoppello saranno chiamati di nuovo alle urne. Dovranno rieleggere un consiglio comunale che dovrà avere una visione più allargata nell'organizzazione territoriale comunale e nell'interesse collettivo.

I candidati si dovranno confrontare con programmi che andranno - se eletti - sviluppati senza tenere in considerazioni le segreterie dei partiti che solo caos hanno combinato nel passato.

Chi andrà a chiedere un voto - mettendoci la faccia - si dovrà fare carico dell'attuazione del programma che ha illustrato in campagna elettorale.

Ma, soprattutto dovrà lavorare per migliorare la qualità della vita di chi è parte integrante del territorio. Ovvero i suoi cittadini. Ecco perché l'istituzione e la realizzazione di questa struttura è di vitale importanza per tutta la comunità.

Non si può lasciare abbandonato un territorio per beghe partitiche e malumori segretariali atte a generare solo confusione nella gestione della cosa pubblica.

Per cui, non bisogna abbassare la guardia all'indirizzo della Regione che dovrà provvedere e mantenere gli impegni presi.

Quello della realizzazione di questa nuova struttura che sarà a passi con i tempi moderni, oltre a garantire la tranquilla quotidianità dei propri cittadini con la presenza costante sul territorio.