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La doppia preferenza nelle elezioni

Costituito il Comitato “ora si può ora si deve”, che affronta il tema della doppia preferenza di genere, per le votazioni nelle elezioni Politiche e per le Regionali, poiché nel caso di Province e Comuni la L.215/2012 ha ottenuto già un risultato ma con tanti tentativi di elusione ed omissioni da contrastare.

Parliamo quindi della possibilità di votare due persone, a patto che siano di genere diverso, nelle liste dei candidati che saranno presentati per le Regionali, ma non le prossime, in quanto il Consiglio Regionale dell’Abruzzo ha bocciato con voto segreto e con maggioranza più che qualificata, uno dei pochi casi di vera politica trasversale, l’emendamento che inseriva nella legge elettorale questa possibilità. Inoltre è notizia certa che ormai il Consiglio Regionale non sarà convocato sino a sabato prossimo, giorno che costituisce il termine ultimo per la presentazione di proposte o emendamenti in tema di legge elettorale Regionale.

La Consigliera di Parità Regionale prof.ssa Letizia Marinelli, che ha aderito al Comitato costituito, è intervenuta proponendo che gli attori Istituzionali che sosterranno questa intenzione, rimettano, ciascuno per le proprie competenze o ambiti, un documento programmatico nel quale ciascuno sintetizzerà le reali possibilità di ottenere, con il proprio intervento, risultati concreti.

Lo scopo della proposta sta nel produrre interventi utili e fattivi come nel caso concreto verificatosi nel Comune di Montesilvano, dove le volontà dell’Amministrazione Comunale e l’intervento della Consigliera di Parità Regionale hanno risolto la questione della presenza di donne in Giunta, con le azioni che saranno divulgate nell’incontro unificato con la Stampa che avverrà giovedì 20 giugno 2013 alle ore 10 presso la Sala “Corradino D’Ascanio” del Consiglio Regionale in Piazza Unione 13 a Pescara.

La professoressa Marinelli ha infine dichiarato: “non mi piace che sia una legge a dover sancire la presenza di quote di genere nelle liste dei candidati alle elezioni, e nemmeno nella composizione delle Giunte Comunali, Provinciali e Regionali, così come nella composizione del Governo del Paese, ma nella realtà della politica Italiana, ritengo sia l’unica possibilità per raggiungere un semplice e normale principio di pari opportunità.

Le quote di genere, una volta assolto il compito di riequilibrare la parità tra i sessi ovviamente non avranno più ragione di esistere”.

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