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assessore Federica carpineta

Federica Carpineta: no a strumentalizzazioni del corpo delle donne

Carpineta a Sclocco: "la polemica la si può sempre fare, dire il falso no"

In merito al dibattito sull'uso del corpo della donna nella comunicazione pubblicitaria, si riporta una dichiarazione dell'assessore regionale Federica Carpineta.
"La diffusione in questi giorni di una campagna pubblicitaria che utilizza il corpo di una donna con un messaggio equivoco per presentare invece un prodotto commerciale è un fatto assolutamente deprecabile: il messaggio e la sua presentazione vanno condannati e segnalati come indegni della civiltà del popolo abruzzese.
Purtroppo questo modo di far pubblicità è un vizio culturale che tarda a morire, alimentato com'è dalla furbizia di chi sa che le reazioni sono volute perché amplificano il proprio messaggio e, quindi, la visibilità del proprio marchio commerciale.
La Regione Abruzzo, prima in Italia, recependo la risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008 sul corretto utilizzo delle immagini femminili nel marketing e nella pubblicità, ha voluto dare un segnale di civiltà, una indicazione di qualità morale e stilistica a chi opera nel settore della pubblicità e della comunicazione.
L'adozione di quella delibera di Consiglio Regionale del 14 dicembre 2010 - unanime e unanimemente condivisa anche fuori dall'aula consiliare - recependo la risoluzione del Parlamento Europeo, anch'essa unanime soprattutto sul fronte delle eurodeputate italiane, non poteva contenere strumenti di controllo né tantomeno di censura, poiché questo non è per fortuna uno stato dittatoriale ma fondato sulla Costituzione della Repubblica Italiana.
Questo la consigliera Sclocco dovrebbe saperlo, poiché è stata tra quelli che in sesta commissione, nella seduta del 28 ottobre 2012, votò, unendosi a tutti gli altri, a favore della nostra proposta di recepimento della risoluzione europea.
Non intendo, dunque, fare una polemica istituzionale che avrebbe solo il triste effetto di avvantaggiare chi ha creato e diffuso un messaggio pubblicitario di pessimo gusto e di squallido tenore morale, ma devo precisare che prima di utilizzare i canali informativi regionali è doveroso informarsi bene, perché la polemica la si può sempre fare, dire il falso no.
La Regione non è partner di quell'azienda promotrice di quel manifesto e nè l'assessore regionale né la consigliera Sclocco, né alcun altro, poteva vigilare su un'azienda privata, a meno che la consigliera Sclocco non sia nostalgica di certe teorie stataliste non in linea con i nostri fondamenti costituzionali.
La nostra iniziativa punta a sensibilizzare ed accrescere il livello culturale della nostra comunità per superare certi vecchi stereotipi della nostra cultura: questo è ciò che ci interessa e sul quale siamo impegnati.
Le polemiche le facciano quelli che non trovano da fare cose migliori.

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