Pin It

L'ex comandante provinciale della guardia di finanza di Pescara, il colonnello Maurizio Favia, al processo sulle presunte tangenti nella sanità privata abruzzese.

Ha testimoniato che sui conti correnti dell'ex presidente della regione Ottaviano Del Turco, non sono stati rinvenuti versamenti di denaro contante sul suo conto corrente.

Il colonnello ha ricostruito la storia dell''acquisto di tre case, due a Roma e una in Sardegna.

Favia ha spiegato che le casa di via Crescenzo a Roma e quella in Sardegna sono state acquistate dalla compagna di Del Turco, che ha ricevuto il denaro dall'ex presidente.

Questi soldi Del Turco li ha presi dal suo conto corrente, che è così finito in rosso.

Del Turco lo ha poi ripiantato smobilizzando alcuni titoli e riscattando una polizza accesa nel 2001.

Favia ha evidenziato che queste operazioni erano tutte legittime, solo che sono apparse sospette in quanto il periodo dell'acquisto della casa di via Crescenzo coincide con quello in cui Vincenzo Angelini sostiene di aver pagato a Del Turco una tangente di 200 mila euro.

Per quel che riguarda un'altra casa acquistata a Roma da Del Turco per suo figlio Guido, Favia ha detto che per reperire una parte di soldi per acquistare l'appartamento Del Turco ha venduto cinque quadri alla galleria Mucciaccia di Roma.

La restante parte invece è stata reperita da Guido Del Turco attraverso un mutuo.

Del Turco ha poi reso dichiarazioni spontanee ed in particolare ha sostenuto che in una data indicata dall'accusa, il 16 gennaio del 2007, giorno in cui Angelini gli avrebbe consegnato una tangente, per l'ex titolare di Villa Pini sarebbe stato impossibile raggiungere casa sua.

Era la festa di Sant'Antonio e le strade erano tutte bloccate. Angelini, secondo Del Turco, si sarebbe dovuto fermare a 7 chilometri di distanza.

Il colonnello ha ribadito che non ci sono stati versamenti in contanti sui conti di Del Turco, al contrario di quanto è stato accertato invece per Quarta, Cesarone e Conga.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna