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E’ stata un’udienza lampo quella avvenuta il 22 febbraio presso il tribunale di Pescara riguardante l’inchiesta Ciclone su presunte tangenti negli appalti pubblici che nel 2006 portò all’arresto dell’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, di assessori, dirigenti comunali e imprenditori.

Il processo è stato rinviato al 27 aprile per un difetto di notifica e per legittimo impedimento. Le notifiche sbagliate sono arrivate all'imprenditore Antonio Camperchioli e alla ditta Camel, una società sciolta, il legittimo impedimento è stato causato da un intervento operatorio, dell’imputato Duilio Ferretti.

Gli oltre 35 imputati devono rispondere , a vario titolo di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione all’abuso d’ufficio.

In pratica si è scoperto il legame che univa amministratori comunali e imprenditori del mattone che prevedeva l’elusione del contributo dei costi di costruzione in cambio di tangenti e per quel che riguarda gli appalti dei lavori pubblici non c’erano gare, questi venivano assegnati automaticamente all’imprese che pagavano per averli.

Nell’aula 6 affollata di telecamere e giornalisti erano presenti soltanto l’ex vice sindaco di Montesilvano Marco Savini e il capo di gabinetto di Cantagallo Lamberto Di Pentima.

Le indagini iniziarono nel 2006 e solo dopo due anni di intercettazioni e ricerche vennero notificati gli avvisi di conclusioni delle indagini preliminari con la raccolta delle prove che segnarono l’inizio vero e proprio del procedimento giudiziario.

E’ ovvio che i tempi di procedura di un processo così complesso e articolato non siano semplici da gestire, ci sono diversi imputati, c’è il problema dei magistrati che mancano a Pescara  e non solo ma soprattutto c’è l’urgenza di una riforma giudiziaria che grava con i suoi costi onerosi sui contribuenti, senza contare che molti processi dopo anni di lungaggini e dibattimenti si concludono con la caduta in prescrizione di molti reati.

Chi dovrebbe proporre soluzioni a questi problemi dov’è? Quanto la classe politica italiana, di qualsiasi colore, è davvero interessata a cambiare le cose?

Sara Farina

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