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Pescara porta dell’est

di Tonino Anzini

Spero di non ricordare male ciò che ho studiato: i Romani, di duemila anni orsono, venivano sino a Pescara per lavorare il sale, ma soprattutto si preparavano per attraversare il mare e sbarcare nella parte opposta, ovvero Spalato, oppure altri luoghi confinanti.

Si potrà dire che d'inverno non funziona una nave, ma anche d'estate soltanto gli abruzzesi e poche persone che stanno godendo le ferie lungo la marina pescarese , magari vanno qualche giorno in Jugoslavia. Pescara con la sua centralità marittima, con una stazione ferroviaria degna di paragonarsi con quella di Roma, in alcuni tratti, è stata messa in coda ad Ancona città che certamente non può considerarsi in questo caso superiore al capoluogo abruzzese. Immaginiamo che con quattro ore il treno ,da Roma a Pescara, potrà la città pescarese chiedere, come titolato in un giornale , di diventare " la porta dell'est".

Il Sindaco pescarese, Luigi Albore Mascia è vero che ha partecipato ad un incontro a Roma dove sono stati affrontati diversi argomenti tra i quali anche il collegamento dei territori.

Il Sindaco pescarese tra le altre richieste ha passato quella di un piano regolatore portuale che dovrà disegnare il volto del futuro scalo. Pescara ed i pescaresi sperano una fase di superamento ed un ruolo chiave per diventare finalmente, per la posizione geografica, la capitale di accesso verso il bacino dell'est ed anche del Mediterraneo.

Bisognerebbe però che anche il governo centrale desse una tiratine alle orecchie di chi gestisce, e quindi pure comanda, la Ferrovia riportando Pescara perlomeno sulle stesse condizioni di Ancona, tenuto conto che la stessa Pescara tanti anni orsono , comandava i binari anche anconitani.

Conviene mettere in mente un detto latino "magna me spes tenet"