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Canta l’Abruzzo e la storia degli emigranti “senza terra”

di Elisabetta Mancinelli

Alessandro Nosenzo nasce  34 anni fa a Pescara nel quartiere Villa del Fuoco, uno dei più antichi del capoluogo adriatico, dove alla fine degli anni Sessanta sono cresciuti i palazzoni popolari occupati in grandissima parte da famiglie rom, un’enclave in cui degrado e spaccio sono fioriti rendendo la zona “famosa”  fin oltre i confini  cittadini con il nome di Rancitelli: uno dei quartieri più degradati d’Italia.

Dopo una parentesi aquilana dopo  il terremoto,  Nosenzo è tornato, con la  moglie giapponese Chiho e il loro bambino, nel suo vecchio quartiere.

E da qui con la sua chitarra ha continuato a muoversi per il mondo, musicista apprezzato da orchestre internazionali.

Nosenzo nella sua musica  racconta la storia  come lui li chiama,   dei ‘piccoli’  in particolare degli emigranti di quelle persone ‘senza terra’.

Non a caso, sempre per ironia della sorte, la parola Nosenzo significa proprio ‘senza terra’.

È un cultore della musica rom di cui  conosce tutto o quasi.  Cresciuto in  uno dei campi rom più grandi d’Italia, gli zingari sono stati i suoi vicini di casa per una vita. Un popolo di cui non conosceva nulla e del quale adesso invece, “ironia della sorte” , commenta il cantante abruzzese Alessandro  conosce tutto o quasi.

“Il mondo rom è meraviglioso , dichiara,  ha una tradizione antichissima.

Alcuni studiosi affermano che lo zero in Arabia l’hanno portato loro.

Se gli zingari non esistessero molto probabilmente staremmo  tutti ancora con il pallottoliere.

La loro storia è appassionante ed avvincente. È un popolo che ha una grandissima tradizione ma allo stesso tempo riesce a fondersi in ogni posto con le popolazioni che incontra.

È una storia antica ma nello stesso tempo moderna.

Il popolo rom e più in generale il quartiere di Rancitelli sono stati per me fonti inesauribili di ispirazione.

Questo genere porta a sfogarsi e a dare tutto, c’è tanto bisogno di allegria in questo mondo.

L’allegria di chi viene dal Sud è qualcosa di innato.”  Allegria che si ritrova nell’animo di Alessandro Nosenzo e nella sua musica.

La sua produzione artistica

Per anni suona come chitarrista in giro per il mondo tra musica reggae e musica popolare dell’est Europa con diverse band, partecipa a molte tournée in Algeria e nei Balcani e collabora con importanti realtà come l’Istituto Internazionale dei Teatri Mediterranei.

Nel 2007 ha superato le selezioni per essere uno dei musicisti del tour “L’Odissea del Danubio” che gli ha dato l’occasione di esibirsi in palchi importanti, come Vienna e Bucarest.

Le sue note ti trascinano in posti pieni di entusiasmo, luoghi colorati in cui la spensieratezza ti porta a irrefrenabili ballate. “Sono una persona che si lascia ispirare da ogni cosa e da ogni persona.

Negli ultimi anni ho incontrato molti musicisti, autori e cantautori. Forse da questa energia mi sono uscite le parole per scrivere le prime canzoni. “Dios del Dinero”  cantato in spagnolo  che fa parte della colonna sonora del film:  “Buoni a nulla” di Gianni De Gregorio,  il singolo con video:  “Io vengo dal Sud” girato in Abruzzo con la regia del conterraneo Walter Nanni un inno alla meridionalità, un grido alla libertà.

Una canzone che porta con sé diversi messaggi tra cui la bellezza ed il calore della cultura zingara. Siamo cittadini della Terra e auspichiamo tutti un mondo senza confini perché , come , come dice l’autore “alla fine veniamo tutti dal sud. “

Pochi mesi fa è uscito  “Il mio circo colorato”:  il racconto di un sognatore che cerca invano di trovare un equilibrio con la meccanicità della vita di tutti i giorni. Il genio della lampada, interpretato da Andrea Ginestra : spalla di David Larible, uno dei clown più famosi  al mondo, simboleggia l’inadeguatezza del sognatore attraverso sketch divertenti.

Come cornice per ogni scena Nosenzo sceglie i paesaggi bucolici della sua terra  come il Parco delle sorgenti sulfuree del fiume Lavinio, sulla Majella.

“Volevo fare un video divertente ma che al tempo stesso lasciasse quel pizzico di amaro in bocca, o almeno piccoli punti di domanda nei cuori e nelle menti degli spettatori. Abbiamo cercato di valorizzare la terra d’Abruzzo mettendo in mostra il quartiere con la sua gente.

Anche il ragazzo che ha fatto le riprese del video, Roberto Montebello è originario di quella zona.

Adesso starò un po’ in giro in tour e parteciperò a molti festival.

Inoltre sta per uscire  il mio  nuovo  CD che contiene tra l’altro una composizione che è una specie di commistione  di ‘Amara terra mia’ di Domenico Modugno e   una  canzone popolare abruzzese ‘Addio addio amore’ :  una pizzica superviolenta.”

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