Nasceva cent’anni fa lo scrittore che troppi hanno scambiato per un battutista

Quel profeta del Grande Nulla Italiano

di Massimo Raffaeli

Ha scritto due romanzi essenziali, Tempo di uccidere (‘47) e Melampus (‘70), eppure Ennio Flaiano non ha avuto mai accesso al cosiddetto Canone del nostro Novecento.

Basta aprire Internet per accorgersi che, nel senso comune, egli resta un autore di pungenti aforismi e glaciali freddure, insomma un outsider brillante e dispersivo, quasi il gemello di Mino Maccari e di Leo Longanesi, firmatario in vita sua di appena sei libri cui non ha giovato neanche il continuo stillicidio delle pagine postume (per lo più diari, scritti giornalistici, pièces teatrali e radiofoniche) culminato a metà degli Anni Novanta nell'impeccabile edizione delle Opere (Bompiani «Classici ») a cura di Maria Corti e Anna Longoni.

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Lo staff di il Primato, sulla base dei suggerimenti dei visitatori, ha proclamato

Abruzzese dell’anno 2010

Massimo Cialente

attuale sindaco dell’Aquila, con la motivazione:

“Dopo aver affrontato con coraggio e dedizione la situazione creatasi il 6 aprile 2009, fra mille ostacoli si impegna, con decisione per superare ogni intoppo, sia esso burocratico, tecnico, amministrativo, per la ricostruzione della città dell’Aquila”.