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La prima Area Marina certificata in Europa

di Annarita Iachini

Quest’estate 18 verifiche sono state portate avanti da 10 verificatori in 6 paesi in Europa.

Uno di questi parchi, l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano è risultato il primo parco marino certificato in Europa ad essere verificato per la Certificazione Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree protette.

Le aree marine protette sono simili alle aree protette terrestri, ma si occupano di proteggere oceani, mare e coste.

Secondo il WWF solo il 2,3% di tutti gli oceani sono protetti.

E quelli che sono protetti non sono amministrati al meglio.

Con l’attuale stato di deterioramento dei nostri oceani dovuto alla pesca praticata in misura eccessiva (o con modalità e sistemi tali da compromettere le possibilità riproduttive di determinate specie) e ai cambiamenti climatici, non stupisce che le aree marine protette sono state recentemente un argomento clou nel campo della conservazione e nelle politiche globali.

La situazione sembra che stia migliorando lentamente ma indubbiamente.

A luglio, per esempio, la Scozia ha annunciato l’istituzione di trenta nuove AMP e l’Italia ha già 27 AMP e ne istituirà altre 17 nei prossimi 5 anni.

Giacomo Benelli è stato responsabile per la verifica della Certificazione dell’AMP Torre del Cerrano.

E’ un esperto nel management delle aree protette di cui si è occupato negli ultimi venti anni ed un verificatore per Europarc Consulting in Italia.

In un’intervista Giacomo ha gentilmente speso del tempo per parlarci dell’AMP in Italia e della visita di verifica nell’AMP Torre del Cerrano.

Giacomo, per favore ci può dire qualcosa sulla certificazione in Italia?

Allo stato attuale ci sono 20 parchi certificati in Italia e altri 6 (inclusa l’AMP Torre del Cerrano) stanno aspettando il responso per la loro certificazione.

Questo significa che l’Italia ha molti professionisti nel settore, affidabili professionali e appassionati a livello nazionale regionale e locale.

Loro credono che la certificazione è un grande strumento per combinare la protezione della natura con lo sviluppo sostenibile.

In più la certificazione si è dimostrata uno strumento molto utile per stabilire migliori relazioni tra diversi tipi di portatori e i parchi, i quali ottengono maggiori riconoscimenti, accettazione e supporto dai locali.

La ragione principale del rapido aumento in Italia dei parchi certificati negli ultimi anni è il grande coinvolgimento di Federparchi – Europarc sezione italiana.

Federparchi fornisce assistenza tecnica ai parchi con la speranza di far ottenere la certificazione e sta anche cercando di far aumentare la consapevolezza sui benefici della CETS.

Cosa significa per te il ruolo di verificatore e quali sono le sfide che incontri?

Io mi sento onorato e fortunato di lavorare come certificatore. Essere in grado di usare la mia esperienza e passione in questo contesto rende il lavoro gratificante ed emozionante.

La verifica è una profonda analisi di ogni parco e dei suoi stakeolders e sono spesso sorpreso di trovarmi immerso così in fretta nei loro contesti locali.

La creazione e il mantenimento di un’aperta e positiva atmosfera durante il processo di verifica è la chiave per una buona verifica.

Questo può tuttavia dimostrarsi come una sfida perché gli attori hanno diversi backgrounds, attitudini, aspettative  e lingue.

Nella maggior parte dei casi il processo di certificazione è fortemente supportato e incoraggiato.

Può dirci un altro po’ sulle AMP in Italia?

Le AMP in Italia sono una rete crescente di aree protette. Sono designate e fondate dal governo nazionale e il programma italiano dell’AMP è gestito dal Ministro dell’ambiente e della Protezione e tutela del territorio e del mare.

I parchi sono amministrati  da entità locali, come ad esempio un’amministrazione comunale o da un consorzio di entità.

Le comunità locali che fanno parte di un’entità manageriale spesso utilizzano fondi locali per dare assistenza alla gestione manageriale di un sito.

Questo può significare sostanziali preziosi impegni in termini di staff terreni e/o edifici che vengono forniti per spazi di ufficio, centri per visitatori e altre strutture.

Ogni AMP è divisa in quattro zone A, B, C e D con diversi gradi di protezione dove il massimo di protezione  è la zona  a massima protezione, zona A, che contiene l’area con il maggior valore ambientale.

Ci dica un altro po’ sull’AMP che lei ha valutato. Quali sono le sfide e i problemi? Come si rapportano con la CETS?

L’AMP Torre del Cerrano è un sito Natura 2000 dal 2013 e si trova lungo la costa adriatica nella provincia di Teramo, a poca distanza dell’abitato di Pineto, a ridosso del comune di Silvi.

Include 7 chilometri di costa e copre 37 km quadrati di cui 3,431 ettari sono acqua.

Protegge il tipico fondale sabbioso del mare Adriatico (sempre soggetto a pressioni intense dall’industria della pesca) e una zona di scogli semisommersi, i resti del molo a forma di L del porto dell’antica colonia romana di Hatria (l’odierna Atri).

Per proteggere tutta questa biodiversità e eredità culturale e per gestire l’AMP Torre del Cerrano è stato istituito un Consorzio nel gennaio 2008 di cui fanno parte la Regione Abruzzo, la Provincia di Teramo e i Comuni di Pineto e Silvi.

Sin da quando è diventato ufficialmente attivo nell’aprile del 2010, il Consorzio ha già ottenuto numerosi riconoscimenti e premi ed è molto attivo nella Regione.

Una delle principali sfide nell’Area è l’interazione con la marineria locale (specialmente i pescherecci dotati di turbosoffianti) che ancora vorrebbe pescare la piccole e gustose vongole che si trovano nell’AMP.

Durante la visita di verifica c’è stata una protesta dei vongolari che illustravano come può essere difficile attuare misure di protezione in aree densamente popolate e sviluppate dove c’è una grande lobby dell’industria della pesca.

Tutto lo staff del Parco è altamente motivato per ottenere la certificazione e sono tutti  d’accordo con i suoi principi.

E’ piuttosto raro vedere un team così unito lavorare insieme così efficacemente e con coesione.

E’ stato anche di grande effetto il coinvolgimento dei titolari degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive.

Inoltre, l’AMP Torre del Cerrano ha sviluppato una serie di partnership pubbliche private che consolidano la sua presenza e il suo ruolo nel territorio e rafforza la sua capacità economica.

Queste partnership hanno avuto un tale successo che il Parco ha creato una sua società privata, Cerrano Trade srl, i cui profitti sono ora essenziali per l’annuale gestione del Parco, come pagare i compensi ai collaboratori esterni e supportare un grande spettro di attività.

Vorresti aggiungere qualcosa in merito alla verifica presso l’AMP Torre del Cerrano?

L'intero processo di verifica per il conseguimento della Carta era ben organizzato ed eseguito.

Il team dell’AMP Torre del Cerrano e tutti i partner della CETS hanno mostrato un’ottima conoscenza della Carta e dei suoi benefici e si sono impegnati molto per ottenere il riconoscimento.

Alla recente conferenza di EUROPARC a Killarney in Irlanda, mi ha fatto piacere sentire che le migliori prassi dell’AMP sono già state adottate dal Parco Marino di Lastovo in Croazia, in particolare per quanto riguarda l'applicazione delle zone ad alta protezione.

Sono certo che i suoi migliori esempi di buone pratiche, gli accordi con i titolari di stabilimenti balneari, il metodo di autofinanziamento significa che sempre più persone copieranno l’approccio dell’AMP Torre del Cerrano, e che questo sarà  utilizzato come modello a livello europeo.

tutti pazzi per la Civita

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