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Riceviamo e pubblichiamo

Ore 8 del 18 novembre.

Salgo sull' autobus dell'Arpa che parte da Chieti alle ore 7,50 per Pescara, alla fermata di via Silvino Olivieri.

E' l'Autobus " lungo", cioè ha due carrozze con lo snodo in mezzo perché a questa ora ci sono molti passeggeri.

E' curioso vederlo transitare per le nostre strade specialmente fare le curve come quella del Tricalle ed i rondò. Eppure sembra un gioco guidarli.

Sono un nostalgico dei mezzi pubblici e li utilizzo sempre sia per brevi che lunghi spostamenti.

In essi c'è un clima di coinvolgimento e socializzazione.

Questa mattina però ho notato che qualcosa non andava.

L'autista guidava questo " lungo mezzo" come un go kart.

Velocità alta, alle curve quasi si inclinava... Alla curva del Tricalle, l'autista ha schiacciato il freno con più forza, o perché la curva lo aveva preso troppo veloce o per motivi di traffico.

Quindi le persone in piedi hanno fatto uno sforzo per non cadere.

Insomma, io ed i passeggeri eravamo un po' tesi.

Prima che scendessi all'università, mi sono avvicinato all'autista e gli ho fatto notare che aveva una guida " troppo allegra", ed era meglio andare più piano, frenare meno ed accarezzare le curve.

Mi ha risposto: DEVO RISPETTARE L'ORARIO -VADO A 50 KM ORARI- CI SONO APPOGGI PER NON CADERE.

Infatti per alzarmi dalla sedia e scendere ho dovuto fare ACROBAZIE per non cadere. Eppure non sono vecchio e le gambe mi "tengono" ancora in piedi.

Vorrei far presente ai responsabili dell'ARPA che se un mezzo va veloce e devi frenare è ovvio che è facile cadere...

La velocità di 50 KM ora in città alle otto del mattino e con il traffico caotico in questa ora penso che non si può assolutamente raggiungerla.

Per cui suggerisco agli incaricati di controllare l'ansia degli autisti, far loro rispettare i passeggeri e non creare pericolo.

Sarebbe utile che in Italia si progettasse una iniziativa per realizzare gli autobus come a Londra.

Si potrebbe bandire un concorso con queste caratteristiche: gli autobus devono avere almeno 72 posti a sedere, su due piani, piattaforma di accesso per i disabili, ecologici.

E poi come sarebbe bello che a bordo ci fosse di nuovo il bigliettaio, un'altra vecchia tradizione dei gloriosi autobus di una volta, una figura che dava consigli e sicurezza ai passeggeri.

Luciano Pellegrini

 

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