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Riceviamo e pubblichiamo

Uno strano fenomeno si rileva esaminando i dati relativi alla produzione di rifiuti nei comuni del Consorzio chietino. In sedici comuni su venti  la produzione totale annua dei rifiuti urbani scende, in alcuni casi vertiginosamente, nel 2009. Mentre il dato statistico italiano parla di una tendenza all’incremento, in alcuni comuni del chietino la produzione di rifiuti scende.

Tra il 2006 e il 2007, in linea con la tendenza nazionale, si assiste a un incremento quasi generalizzato nella produzione dei rifiuti; a Giuliano Teatino e Tollo ad esempio c’è un incremento del dieci per cento circa mentre a Roccamontepiano c’è un decremento del dieci per cento circa, nonostante la popolazione sia diminuita di due unità.

Tra il 2007 e il 2008 si assiste ad un primo significativo decremento, ma il dato più interessante viene dal confronto tra i dati 2007 e quelli del 2009: Canosa Sannita -34,8%, Fara Filiorum Petri -34,3%, Casalincontrada -33,9%, Rapino -31,5%, Ripa Teatina -31,3%, Miglianico -26,1%, Ari -24,8%, Villamagna -23,4%, Torrevecchia –22,8%, Bucchianico -19,8%, Giuliano teatino -16,2% e via di seguito. Solo in quattro paesi la produzione aumenta: a Casacanditella del 1,8%, a Roccamontepiano del 6,3%, a Tollo dell’8,5% e a Pretoro del 50,6%.

A Pretoro, caso assai raro, la popolazione diminuisce di 25 unità ma la produzione cresce del 50%.

A guardar bene alle date, si nota una singolare coincidenza: la produzione di rifiuti comincia a scendere quando la discarica di Fara chiude.

Il primo settembre del 2008  la detta discarica viene chiusa per saturazione ed i comuni del Consorzio chietino sono costretti ad introdurre seriamente la raccolta differenziata o a conferire i rifiuti presso altre discariche.

Come abbiamo detto, il primo decremento significativo si rileva già dai dati del 2008: negli ultimi quattro mesi dell’anno è chiusa la discarica di Fara e la produzione annua di rifiuti scende fino al 15% di Torrevecchia, Casalincontrada, Giuliano Teatino, San Martino sulla Marrucina.

Nel 2009 il dato si consolida, come abbiamo visto.

E’ casuale il fatto che la produzione totale di rifiuti sia diminuita in coincidenza con la chiusura della discarica di Fara Filiorum Petri oppure è possibile ipotizzare che l’anomalia derivi proprio dal conferimento presso la discarica di Fara?

E’ possibile che la stragrande maggioranza dei comuni del Consorzio chietino abbiano pagato per quantità di rifiuti di molto maggiori rispetto a quelle realmente conferite in discarica?

Se tale ipotesi fosse fondata, a pagare il conto salato sarebbero stati i cittadini di molti dei paesi consorziati, dal momento che su di essi ricade per intero il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E gli amministratori comunali si sono accorti dei dati anomali?

E se sì, come li spiegano?

Forse è il caso che della questione intanto si occupino la Magistratura penale e quella contabile.

Isidoro Malandra

Ass. oltreAbruzzi     

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