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Quando il voto si dà per ripicca…

di Francesco Giannini

Caro direttore,

faccio seguito al tuo editoriale intitolato “Ed io non voto” per segnalare situazioni che vedo emergere nelle nostre amministrazioni che danno pienamente ragione alla tua analisi.

La politica sta sempre più scadendo nel politicantismo.

Leggo un titolo di un quotidiano che riguarda il comune di Ortona, dove il sindaco Fratino ha rassegnato le dimissioni: “Il gruppo rosa: si al governo tecnico - Guarracino e Schiazza: sostegno al sindaco in cambio di un assessorato”.

Non quindi il voto per risolvere la questione alla base delle dimissioni, che è quella della autorizzazione per far insediare la Turbo gas, ma per ottenere un assessorato.

E’ quindi una politica nata sullo scambio, appunto, io ti voto e tu mi dai, che è alla stregua di un mercato delle vacche, come alla provincia di Chieti.

Ed è un tipo di politica, un modo di farla che non mi piace  e che non piace sicuramente ai cittadini, perché è fatta principalmente per tutelare interessi di bottega, di partito, per fini personali, per la pagnotta o per la propria poltrona.

Non è la Politica, scritta con la lettera maiuscola, esercitata per favorire il bene comune e amministrare nel migliore dei modi possibili la cosa pubblica.

Il no al voto si da per ripicca, come è avvenuto alla provincia di Chieti, non per giudizio di merito, perché se Tavoletta, come scrivi nel tuo editoriale, fosse rimasto in sella il Fli non avrebbe esitato a votare si agli assestamenti di bilancio. 

Ma si può andare avanti così?

NdD. Alla domanda finale non si può rispondere che no, non si può andare avanti degradando a questo punto la politica.

La verità è che i signori dei partiti non si rendono conto di dove stanno camminando, anzi correndo.

Speriamo solo che capiscano che, se non cambiano con urgenza il percorso, recuperando correttezza e dignità alla politica, saranno loro a finire nel baratro.

Se non altro per spirito di sopravvivenza dovrebbero dire basta a certe palesi degenerazioni dell’impegno politico e emarginare finalmente chi se ne rende protagonista e colpevole.

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