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Il Presidente del Consiglio Comunale, Marcello Michetti, ha emesso la seguente nota.

«Leggo e sento da più parti che il Consiglio Comunale del 20 novembre rappresenterebbe l’ennesimo spreco di denaro pubblico in un momento di forte crisi economica e sociale.

Perché ci s’indigna per la celebrazione di un Consiglio Comunale sulle interrogazioni quando il Regolamento, agli articoli 71 e 72, lo prevede espressamente disciplinandone tempi e modalità?

Si vuole trasformare la giusta indignazione che la gente ha verso la “cattiva politica” in furore populistico a vantaggio di qualche demagogo improvvisato?

La crisi economica è realmente evidente e coinvolge tutte le Istituzioni Pubbliche (dal Governo, alle Regioni, alle Province, agli oltre 8.000 Comuni d’Italia) che devono pur continuare a riunire i propri organismi senza essere additate come l’emblema dello sperpero a danno  del popolo.

Tornando alla realtà che ci riguarda più da vicino, questa Presidenza ha biasimato le sedute sciolte per mancanza di numero legale chiedendo ai consiglieri di rinunciare al gettone di presenza e molti di loro hanno aderito senza farne pubblicità, ha inoltre continuamente invitato a ridurre le spese delle commissioni disciplinandone e ottimizzandone i lavori.

Tali richiami non sono stati vani e nell’ultimo anno i costi del funzionamento del Consiglio Comunale si sono ridotti complessivamente del 20%.

Appena sarà approvato il nuovo Regolamento i tagli potranno essere più evidenti in virtù di uno snellimento procedurale e disciplinare delle sedute consiliari.

Un Consiglio Comunale a Chieti costa circa 3.000 euro lordi, non 4.000 netti così come si vorrebbe far passare; la somma è comunque elevata e va senz’altro ridotta ma non credo che in altre omologhe città si spenda meno: si faccia una verifica e si pubblichino i dati.

Ndd. Prendiamo atto di quel che dice il presidente Michetti, ma intanto il fatto che ci sia un articolo del regolamento che lo consente non assolve il fatto che si convochi un consiglio comunale solo per le interrogazioni.

Fa piacere che abbia biasimato le sedute sciolte per mancanza di numero legale ed anche che ci sia chi abbia rinunciato al gettone di presenza (sarebbe buona cosa conoscere i loro nomi), ma resta lo scandalo di certi comportamenti, fatti solo per avere diritto al doppio gettone, come scandaloso sono certe convocazioni delle commissioni fatte davvero sul niente.

Insista il presidente nel combattere questi brutti fenomeni, che sono poi alla base della indignazione della gente.

E' il solo modo per creare argini efficaci all'antipolitica.

Si darà ai cittadini un'informazione corretta con la speranza di placare,  almeno un po’, un risentimento che rischia di trasformarsi in odio sociale..»

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