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Un gettone di presenza non si nega a nessuno

di Gino Di Tizio

Ieri, dopo il rinvio forzato del Consiglio regionale perché ancora una volta non sono tornati i numeri della presenza in aula dei signori consiglieri, Emilio Nasuti ha dichiarato: “Non possiamo avere Consiglieri che lavorano part-time, ma che percepiscono lo stipendio pieno”.

 

Un “j’accuse” pesante, ma giustificato pienamente dall’andazzo che si registra, non da oggi, nella massima assemblea abruzzese.

Andazzo ancora più insopportabile  nella grave situazione che si sta vivendo, per fronteggiare la quale la classe dirigente dovrebbe assumere atteggiamenti responsabili e magari dare l’esempio.

Invece  i politici regionali continuano a comportarsi come se niente potesse toccarli, a partire dai privilegi che si sono abbondantemente concessi.

Lo stesso consigliere Nasuti ce ne ha ricordato uno di cui godono, quando ha annunciato che  si farà promotore di una specifica modifica al regolamento per il funzionamento dei lavori del Consiglio, che scongiuri il ripetersi di situazioni di assenteismo che fanno saltare sedute dell’assemblea.

“Proporrò –ha detto- una norma per legare gli emolumenti dei Consiglieri all’effettiva presenza in Aula e alla partecipazione alle votazioni”.

Ne viene che fino ad oggi i signori consiglieri godono della concessione di intascare emolumenti pieni anche quando non sono in aula e non votano i provvedimenti?

La situazione al Consiglio regionale è proprio questa: quindi non avranno alcun danno economico gli assenti che hanno impedito l’effettuazione dell’ultimo consiglio regionale, che avrebbe peraltro dovuto discutere argomenti legati a finanziamenti europei di notevole importanza.

Come non comporta pagare alcun dazio disertare le commissioni.

Per strani e assai discutibili meccanismi nessuno perde il gettone.

E’ giusto ed è accettabile tutto questo?

Lo abbiamo inutilmente denunciato anche in altri tempi, ma gli inquilini della Regione Abruzzo non hanno mai fatto una piega.

Certo, non sono mancati, in questi anni, tentativi di mettere le cose su binari diversi, come ha annunciato di voler fare ora Nasuti, ma ogni volta tutto si è risolto come capita spesso alle buone intenzione: sono finite a lastricare la strada che porta all’inferno.

E niente si è mosso.

Con Nasuti sarà la volta buona?

Speriamo che a qualcosa serva la sua iniziativa.

Comunque visto che si vuole infilare sulla strada delle riforme che sicuramente gli abruzzesi apprezzerebbero, perché non si fa promotore anche della iniziativa di cancellare la vergogna dei monogruppi che si verifica alla Regione Abruzzo?

Un gruppo costituito da una sola persona, che gode di consistenti emolumenti aggiuntivi, il che rappresenta non solo una offesa alla lingua italiana, ma anche alla intelligenza dei cittadini abruzzesi.

Non è ora di far cessare anche questa situazione di privilegio che i nostri consiglieri si sono graziosamente concessi?

Sarà difficile, come lo è ogni tentativo di ricondurre la Casta ai livelli dei normali cittadini, ma vale la pena di provarci, anche per recuperare un po’ di fiducia e di credibilità da parte della gente abruzzese.

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