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Non è colpa dei mass media

di Gino Di Tizio

A sentire alcuni parlamentari, dovrei sentirmi colpevole di aver alimentato il fuoco dell’antipolitica con diversi editoriali sull’argomento tagli dei costi della politica.

“Mi sono stufato di essere messo alla berlina- ha detto ad esempio il deputato del Pdl Guido Crosetto- in quanto eletto in una istituzione democratica, ogni giorno, spesso mistificando la realtà da persone che nella loro vita privata non hanno fatto nulla in più o meglio di me, e che solo per il fatto di avere l’onore di scrivere su un giornale, possono permettersi di insultare, deridere, diffamare e cercare di far uccidere moralmente e fisicamente, perché questo è il punto cui arriveremo tra poco, altri cittadini come loro che nulla hanno fatto di male se non essere eletti”.

 

Sfogo giustificabile, certamente, da parte del deputato in parola, ma, per quel che mi riguarda, posso affermare, senza alcuna tema di essere smentito, di essermi mantenuto “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” nel trattare la materia della politica e dei suoi privilegi nel corso di molti anni.

La mia battaglia contro l’assurdità, per fare un solo ma calzante esempio, dei vitalizi concessi prima con soli due anni e mezzo di legislatura alla Regione Abruzzo, è datata, come lo è quella contro i monogruppi e i voltagabbana.

Purtroppo non ho mai trovato, nei signori dei partiti, un minimo di ascolto.

E i pochi politici che hanno preso atto dell’esistenza di differenze inaccettabili tra cittadini, derivanti dalla militanza politica, come fece l’attuale senatore Fabrizio Di Stefano, quando era capogruppo di An al Consiglio regionale (che per primo ebbe il coraggio di presentare una proposta per abolire i vitalizi) , furono subito messi in situazione di rinunciare ad ogni velleità di cambiamento da chi evidentemente insiste nel vedere la politica come “Cosa loro”,  cioè di pochi che pensano a tutelare soprattutto gli interessi della congrega a cui appartengono.

Ora però la sopportazione dei cittadini, che si sentono vessati, e certamente non ha torto, dalla manovra in atto, che chiede a loro pesantissimi sacrifici, è oltre ogni limite e si è trasformata in indignazione.

Colpa dei giornalisti che “insultano”?

Nossignori, perché l’insulto semmai arriva dai tanti assurdi privilegi che i signori della politica negli anni si sono concessi. Del resto di questo deve essere convinto anche Crosetto, visto che è suo un emendamento che chiede che gli stipendi dei parlamentari, adeguati alla media europea, diventino il parametro per tutte le retribuzioni della Pubblica Amministrazione.

Non è un implicito riconoscimento alla esistenza di macroscopiche ingiustizie che esistono nel sistema, che andrebbero eliminate?

Certo, poi, gli attuali parlamentari non hanno particolari colpe, se non quella di resistere nella torre dove si trovano, almeno molti di loro lo stanno facendo, ma non dimentichino mai, come sembra però aver fatto nella circostanza Crosetto, di non essere stati liberamente eletti, ma “nominati” dai partiti.

Non è questione da poco.

A proposito poi dei mass media che cercherebbero di “far uccidere moralmente e fisicamente” i nostri poveri parlamentari, come dice sempre Crosetto, non credo che ci niente di così drammatico all’orizzonte.

Basterebbe che deputati e senatori capissero che se la festa deve finire, non ci possono essere dei privilegiati che possono continuare a  brindare e divertirsi, ma tutti devono in qualche bere dall’amaro calice che ci viene presentato.

Tutto qui, senza nessuna drammatizzazione, con buona pace dell’onorevole Crosetto e dei suoi colleghi.

 

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