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La “lotta” dei presidenti delle province vanifica la spending review abruzzese

di Amedeo Esposito

In un momento così convulso che vede in “lotta” i presidenti delle province, per il riassetto del territorio abruzzese, sotto la scure della spending review imposta dal Governo, appare non rassicurante e ancora meno pacificante la dichiarazione fatta dal presidente Gianni Chiodi a Sky-tg economia:

“Nello Statuto della Regione Abruzzo sono previste due sedi, è un’anomalia che va tolta, ma non ci si riesce”.

Due sedi, dunque, e non altro.

Chiodi è uscito così allo scoperto, ufficializzando quel che prima era un tentativo più o meno silente (trasferimento sulla costa della Regione), marcando in tal modo l’orientamento suo e del Pdl abruzzese, per il quale da tempo si va sostenendo la sanatoria dell’”anomalia” delle due sedi..

Solo per memento, è bene leggere il comma 4 dell’art.1 del titolo I° dello statuto in vigore dal 18.2.2012:

“Capoluogo della Regione è la città dell’Aquila, sede degli organi istituzionali. Il Consiglio e la Giunta si riuniscono all’Aquila o a Pescara”.

Non si dice che sono istituite due sedi della Giunta e del Consiglio. Tutt’altro!

Lo conferma in modo solare il comma 2 dell’art. 4 dello statuto in cui è detto:

“Le Direzioni della Giunta hanno sede all’Aquila e a Pescara…”.

Nel precedente statuto si parlava di “dipartimenti aventi sedi con propri uffici all’Aquila con tre componenti per gli affari generali e l’organizzazione regionale; a Pescara, con sette componenti, per gli affari economici e settoriali”.

Forse la subdola variazione semantica da “dipartimenti” a “direzioni della Giunta”, induce oggi più di ieri il Governatore ad accarezzare l’idea di un’ulteriore disseminazione degli organi regionali entro il nuovo assetto territoriale, sempre a danno e solo, ovviamente, della “sede degli organi istituzionali”. Poiché la sua provincia: Teramo, “rischia” d’ essere collegata a quella aquilana.

La sponda più incisiva gli è stata data dal presidente della provincia aquilana che si è astenuto nella votazione sull’accorpamento L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti.

Che sa tanto di omaggio pilatesco, di colleganza ideologica e di partito (come quello assunto nel 1971 dai rappresentanti democristiani della Marsica per la scelta del capoluogo), al Governatore da parte del presidente marsicano Del Corvo.

Allora, sbaglia o è serio il presidente Chiodi quando dice che l’Abruzzo ha due sedi regionali?

Lo abbiamo letto: a Pescara dovrebbe esserci il palazzo delle “direzioni della giunta”, non quello della Giunta tanto sfarzosamente arredato, soprattutto nell’ala del presidente.

E ancor meno dovrebbe esserci il gran palazzo del “consiglio regionale” entro il quale, come si sa, il Presidente Pagano, digiuno di ogni e qualsivoglia conoscenza del passato delle genti d’Abruzzo e ignaro dei fondamenti dello statuto (entro cui neanche l’ombra si avverte di una struttura consiliare fuori del capoluogo), svolge a tempo pieno la sua attività politico-amministrativa e di rappresentanza.

Si torni alle “prescrizioni” dello statuto, anche quello modificato e in vigore dal 18 febbraio scorso, per affrontare una vera spending review tanto auspicata dagli abruzzesi (su cui gravano oneri pazzeschi), i quali chiedono, giustamente, servizi (sanitari, trasporto etc.) più consoni alle loro fondamentali civili e umane esigenze.

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